venerdì 18 novembre 2016

Falsi miti: vaccini e immunità di gregge

I vaccini e l'immunità di gregge
L'immunizzazione attiva (o vaccinazione) contro le infezioni si basa sulla somministrazione di una piccolissima quantità di un agente infettivo inattivato (virus o batterio, ucciso o attenuato) o di componenti del microorganismo resi sicuri (come antigeni importanti o sostanze che alcuni microorganismi producono) o di proteine ottenute sinteticamente. In questo modo si evoca una risposta immunologica (immunità umorale e cellulare) simile a quella prodotta dall’infezione naturale senza causare la malattia e le sue complicanze. (1)
In teoria quindi chi è vaccinato dovrebbe essere protetto dalla malattia e dalle sue conseguenze, andando incontro a bassi rischi derivanti dalla vaccinazione.
Il principio sfruttato dalla vaccinazione è quello della memoria immunologica, cioè la speciale capacità del nostro sistema immunitario di ricordare le sostanze estranee, tra cui i microorganismi di diversa provenienza, che hanno attaccato il nostro organismo e contro le quali vengono prodotti anticorpi specifici. La vaccinazione simula il primo contatto con l’agente infettivo per stimolare il sistema immunitario e aumentare la concentrazione di cellule e anticorpi specifici in modo che se il microorganismo viene effettivamente incontrato dovrebbe essere neutralizzato.
Con la vaccinazione, in alcuni casi i batteri e i virus sono introdotti nell'organismo già uccisi, quindi non più in grado di causare malattia ma ancora sufficienti a stimolare una risposta immunologica. In altri casi i batteri e i virus sono invece attenuati, ossia non uccisi ma modificati in modo che non possano scatenare la malattia, in teoria. Esempi di vaccini attenuati sono il vaccino Sabin contro la poliomielite e il vaccino contro il morbillo, la parotite e la rosolia (Mpr). In alcuni casi, si utilizzano le sostanze tossiche prodotte dai microorganismi che vengono inattivate prima dell'introduzione nel nostro organismo, come nel caso del vaccino antitetanico e dell'antidifterico. A volte si utilizzano componenti della superficie dei virus o della capsula esterna dei batteri, come nel caso dell'Haemophilus influenzae di tipo b. Infine, una serie di vaccini prevede l'utilizzo di proteine sintetiche, ottenute in laboratorio e che simulano componenti dei virus, come è il caso dell'epatite B o della pertosse. Alle componenti batteriche e virali vengono aggiunti, nella composizione dei vaccini, diversi coadiuvanti per favorirne l'efficacia, prevenirne la contaminazione da parte di altri agenti microbici e stimolare le difese immunitarie dell'organismo vaccinato.
Le vaccinazioni non proteggono per tutta la vita per cui anche se non sono previsti richiami oltre al ciclo di base, molti adulti possono risultare scoperti, come ad esempio per la polio (2). Alcune vaccinazioni, come quella per il tetano, richiedono l’esecuzione di una o più dosi di richiamo dato che la protezione decade con il tempo anche se molti soggetto risultarono in alcuni studi protetti dopo oltre trent'anni dal ciclo primario senza aver effettuato richiami. In caso di epidemie o dell'insorgenza di casi di malattia nella comunità, i soggetti vaccinati dovrebbero avere probabilità molto minori di contrarre l’infezione. Il vantaggio è solo personale però. Infatti, si pensa che per le malattie infettive che si trasmettono da persona a persona, se la percentuale di soggetti vaccinati all’interno di una comunità o popolazione è sufficientemente elevata, la trasmissione dell’agente infettivo nella popolazione è ridotta e anche i soggetti che non possono ricevere il vaccino risultano protetti da quella che viene definita una “immunità di gregge”, cioè dalla bassa possibilità di diffusione della malattia, e quindi di contagio.


La teoria dell'immunità di gregge
Il concetto di “immunità di gregge” però compare per la prima volta negli anni trenta del novecento, quando nella ricerca di Arthur Hedrich della Johns Hopkins University, pubblicata nel maggio 1933 sul "American Journal of Epidemiology" scoprì che, dopo che buona parte della popolazione di Baltimora aveva contratto il morbillo e quindi era diventata immune al morbillo, anche il resto della popolazione, o “gregge”, era protetta. (3)
Egli aveva studiato i modelli di morbillo presentatisi negli Stati Uniti tra il 1900 e il 1931 (quindi molti anni prima della realizzazione dei vaccini contro il morbillo) e osservò che le epidemie della malattia si verificavano solo quando meno del 68% dei bambini aveva sviluppato un'immunità naturale ad essa.
Questa era basata sul principio che i bambini costruiscono la propria immunità solo dopo aver avuto od essere stati esposti alla malattia. La teoria della “herd immunity” era costruita, infatti, su processi di immunizzazione alla malattia del tutto naturali e non aventi niente a che fare con la vaccinazione: se almeno il 68% della popolazione è in grado di costruire autonomamente le proprie difese naturali, non si manifesterebbe nessuna epidemia. (4)
Più tardi i vaccinologi hanno adottato la ricerca e aumentato la cifra dal 68% al 95% senza alcuna giustificazione scientifica del perché e poi hanno dichiarato che ci doveva essere la copertura vaccinale del 95% per poter ottenere l'immunità. In sostanza, hanno preso lo studio di Hedrich e lo hanno manipolato per promuovere i programmi di vaccinazione.
Tale teoria non può essere applicata all'immunità vaccinale per semplici motivi: non immunizza il 100% delle persone vaccinate, non conferisce immunità per tutta la vita, infatti necessita di richiami costanti, stabiliti però in base a medie statistiche, ed infine in alcuni casi gli stessi vaccinati possono rappresentare un pericolo concreto per coloro che non possono essere vaccinati.
In uno studio (5) ritroviamo che è stato effettuato un modello per confrontare le percentuali della popolazione suscettibile al morbillo prima e dopo le campagne di vaccinazione. Lo studio evidenzia come prima della vaccinazione di massa solamente il 10,6% dei bambini al di sotto dei 10 anni risultassero suscettibili alla malattia. Le vaccinazioni hanno abbassato le percentuali al 3,1% dal 1978 al 1981, per poi però iniziare a salire, fino ad arrivare ad una stima del 10,9% entro il 2050.
Che cosa significa? Significa che le persone suscettibili alla malattia non saranno più soltanto bambini, ma anche altre persone nelle più diverse fasce d'età, criticità fino ad ora accantonata vista l'alta immunità naturale presente negli adulti. L'autore mette quindi in guardia le istituzioni sanitarie americane sul fatto che entro il 2050 moltissime persone di tutte le fasce di età saranno suscettibili, in percentuali molto maggiori al 10,6% dell'era prevaccinale, senza nemmeno considerare che l'immunità da vaccino non dura a vita.
In queste due fonti (6) (7) si evince invece che i vaccinati stessi possono comportare rischi a chi non può essere vaccinato. Ricordiamo infine che lo stesso CDC americano ammette che “..dopo una vaccinazione i virus prolificano e causano una infezione non pericolosa NEL VACCINATO”, ma non in chi lo circonda.
Fonti





Somministrazione di un vaccino

Procedura per la somministrazione di un vaccino

Nel precedente post ho parlato di vaccini e immunità di gregge, per chi se lo fosse perso, questo è il link. Parliamo ora della procedura di somministrazione di un vaccino, non solo pediatrico. Essendo una pratica medica diffusa su tutto il territorio in teoria ogni regione dovrebbe avere una prassi da seguire oppure una prassi dettata dal Ministero della Salute con linee guida valide per il territorio nazionale. Una prassi che riduca al minimo possibile il rischio di danni o errori umani – alla fine si tratta pur sempre di un intervento medico di profilassi preventiva in persone sane.
Dopo una lunga ricerca constato con grande disappunto che l'unico file online abbastanza aggiornato appartiene alla regione Veneto, unica regione senza obbligo di vaccinazione, essendo stato sospeso nel 2007. Questo è il link per il file in PDF, datato 2011.
Da questo file possiamo leggere che la prassi prevede:
  • Prassi prima di vaccinare - La prima cosa che bisogna fare è controllare la temperatura del frigorifero, i lotti, il carrello dei farmaci e impostare il software delle vaccinazione (compreso il nome degli operatori presenti).
    Il personale sanitario, prima della somministrazione, deve sempre controllare lo stato vaccinale del soggetto (nella documentazione in archivio o in quella presentata dal paziente). Procede poi alla somministrazione delle vaccinazioni e quindi informa i genitori del vaccinato circa i più comuni provvedimenti da assumere in caso di eventuali effetti collaterali e/o reazioni avverse, anche avvalendosi del materiale informativo specificatamente predisposto, inclusa la segnalazione al servizio per l’eventuale gestione del caso e la successiva trasmissione al sistema nazionale di farmacovigilanza. Durante le sedute vaccinali vanno rispettate scrupolosamente tutte le misure di igiene personale; in particolare le mani del vaccinatore dovranno essere lavate dopo ogni intervento. Prima di ogni somministrazione il personale vaccinatore deve controllare che il prodotto da utilizzare corrisponda al vaccino da inoculare non fidandosi esclusivamente di osservare forma e colore delle confezioni esterne; deve controllare altresì la data di scadenza, il colore e l’aspetto del preparato.
  • Informare - Il personale sanitario incaricato lo accoglie e verifica se i genitori (o l’assistito) hanno ricevuto l’Opuscolo informativo regionale sulle vaccinazioni e ne hanno adeguatamente preso visione - in caso negativo ne fornisce copia; se i genitori (o l’assistito) hanno ricevuto adeguate informazioni dal pediatra di famiglia o dal medico di famiglia; se i genitori (o l’assistito) sono in possesso di documentazione relativa ad eventuali vaccinazioni già eseguite (in sede o altrove).
    L’informazione deve essere comprensibile, evitando di ricorrere, per quanto possibile, a termini medici non alla portata di tutti. Particolare attenzione deve essere dedicata all’informazione in occasione della prima vaccinazione: il colloquio deve essere sempre un momento di dialogo, volto alla condivisione delle scelte. Nelle sedute successive oltre all’informazione specifica dovranno essere rilevate eventuali reazioni avverse alle precedenti somministrazioni e anticipati gli appuntamenti futuri.
  • La scheda anamnestica e verifiche correlate - Vanno riportate la sede e la modalità di esecuzione della vaccinazione: l’annotazione della sede di somministrazione risulta importante per la rilevazione degli eventuali effetti collaterali locali in caso di somministrazioni multiple – questo per semplificare la segnalazione di sospetta reazione avversa in caso servissero i dati. La scheda va firmata dal sanitario che ha raccolto l’anamnesi e anche dal sanitario che ha eseguito la vaccinazione, indicando anche il medico responsabile della seduta vaccinale.
    Se il soggetto da vaccinare ha già avuto precedenti accessi al Servizio, la raccolta dei dati anamnestici andrà registrata sulla scheda già esistente e agli atti dell’ambulatorio vaccinale. In particolare, il personale sanitario incaricato non medico verifica l’eventuale comparsa di effetti collaterali dopo le precedenti vaccinazioni.
    Qualora l’anamnesi non metta in evidenza problemi sanitari di rilievo il personale sanitario conclude per l’idoneità alla vaccinazione. Nel caso emergano incertezze o problemi sanitari specifici, il personale sanitario consulterà il medico responsabile per la seduta vaccinale, che assumerà la decisione definitiva (vaccinazione, rinvio, esonero, eventuali consultazione di altri specialisti).
    La consultazione del medico e le conseguenti decisioni di rilievo, andranno annotate sulla scheda anamnestica (o sulla scheda di vaccinazione), così come ulteriori richieste specialistiche o documentali.
    E’ necessario aver cura di comunicare al medico curante o al pediatra del soggetto da vaccinare decisioni difformi al calendario previsto. Ogni valutazione sull’idoneità alla vaccinazione deve essere fatta in sede ambulatoriale e non telefonicamente.
  • Quando il soggetto da vaccinare si presenta al servizio vaccinale, il personale sanitario non medico:
    • verifica i dati e lo stato vaccinale del soggetto sulla scheda di vaccinazione;
    • verifica il contenuto del libretto delle vaccinazioni e/o del libretto sanitario individuale o altra documentazione;
    • presenta le vaccinazioni previste dal calendario di vaccinazione, verificando che le principali informazioni necessarie per esprimere un’adesione consapevole siano state correttamente comunicate;
    • offre attivamente (o comunque comunica la possibilità di eseguire) le altre vaccinazioni raccomandate;
    • risponde alle richieste di chiarimenti da parte dei genitori promuovendone gli aspetti positivi sul piano individuale e collettivo; favorisce il colloquio dei genitori con il medico della sede vaccinale a fronte di richieste di chiarimenti complesse;
    • sensibilizza sull’importanza di registrare sul libretto personale o altro documento le somministrazioni ricevute.
    Nei casi complicati, qualora lo ritenga necessario, il medico responsabile della seduta vaccinale richiede la consulenza specialistica, in regime di esenzione ticket, curando direttamente le prenotazioni al fine di creare il minimo disagio per l’utente.
    L’esenzione ticket deve essere applicata a tutte le vaccinazioni raccomandate, facenti parte dei livelli essenziali di assistenza (LEA), in quanto eseguite a tutela del prevalente interesse della collettività.
    Qualora si ritenga necessario somministrare la vaccinazione in ambiente protetto, il medico provvederà anche per l'organizzazione dell'accesso ospedaliero. E’ buona regola comunicare e motivare le proprie decisioni con il medico curante o il pediatra.
    Esonero - In caso di controindicazione temporanea a lungo termine o di controindicazione assoluta il medico responsabile della seduta vaccinale cura l’acquisizione agli atti di tutta la documentazione clinica, decide per l'eventuale esonero, aggiorna la scheda individuale in modo chiaro ed evidente e la firma.
    In presenza di controindicazione temporanea o di precauzione, il personale sanitario non medico incaricato, valutata la documentazione o le condizioni cliniche, se necessario in collaborazione con il medico responsabile della seduta vaccinale, fissa la data del nuovo appuntamento o concorda le modalità per stabilire l’accesso successivo.
  • Tempi di attesa - Dopo l’esecuzione delle vaccinazioni il personale sanitario deve invitare i genitori del vaccinato a sostare di norma per 15 minuti circa negli spazi d’attesa della sede vaccinale, allo scopo di intervenire immediatamente nel caso di reazioni avverse a rapida insorgenza. Il periodo di osservazione va prolungato a 30 minuti in caso di rilevazione, all’anamnesi, di gravi allergie a sostanze non presenti nei vaccini (alimenti, farmaci, ecc.), o di precedenti di allergie lievi allo specifico vaccino o ai suoi costituenti.
  • La documentazione - delle vaccinazioni somministrate è importante per garantire che le persone siano state effettivamente ed adeguatamente vaccinate e per evitare ritardi vaccinali o somministrazioni ingiustificate. Ogni somministrazione perciò deve essere registrata correttamente su apposite schede individuali o su registri cartacei o computerizzati. La registrazione, oltre a contenere i dati anagrafici del soggetto vaccinato e la data di somministrazione, deve riportare tutti gli elementi essenziali per identificare in ogni momento il vaccino utilizzato; deve comprendere il nome dell’operatore sanitario che ha effettuato la somministrazione e del Medico responsabile della seduta vaccinale.
    Tale pratica è indispensabile anche per la possibilità di comparsa di eventi avversi o la richiesta di indennizzo per danni da vaccinazione (Legge 210/92). La data ed il tipo di vaccino somministrato devono essere registrati anche sul libretto personale del vaccinato. Per la segnalazione di sospetta reazione avversa, ecco il link al PDF della corretta prassi.
    Per i soggetti non residenti, è necessario documentare nelle schede, o nei registri vaccinali, i risultati di eventuali test sierologici relativi a malattie prevenibili con vaccino.
    Nel caso leggendo vi siate accorti di inesattezze nel vostro libretto, dal seguente link potete trovare il percorso da seguire per ottenere i dati mancanti.
  • Difformità, errori o problematiche - In ciascuna sede vaccinale viene nominato un Responsabile della somministrazione e della registrazione delle vaccinazioni il quale è garante della conformità delle attività di somministrazione e registrazione delle vaccinazioni. Qualora in una delle attività oggetto della presente procedura si riscontri una significativa situazione di difformità, tutto il personale sanitario incaricato (medico e non medico) deve procedere con una segnalazione scritta al Medico del centro vaccinale e ne archivia una copia nel registro delle “non conformità”, assegnandole un numero identificativo progressivo.
    Il Medico del centro vaccinale esaminerà semestralmente le schede del Registro delle “non conformità” per verificare che siano state risolte, in caso contrario effettuerà un riesame delle cause che hanno determinato situazioni difformi rimaste irrisolte. Annualmente riporta al Responsabile per la somministrazione e registrazione delle vaccinazioni l’esito della sua valutazione sulle schede raccolte nel Registro per condividere un’eventuale revisione della procedura.
    Il Responsabile per la somministrazione e registrazione delle vaccinazioni provvede ad aggiornare tempestivamente i “Riferimenti” presenti in questa procedura ogni qual volta i documenti, le linee guida ed ogni altra informazione qui contenuta necessiti di essere sostituita, integrata, aggiunta e/o modificata.

Nota personale – Constato con grandissimo rammarico che purtroppo online vi sono pochissime informazioni in merito a tale pratica e che l'unica abbastanza valida appartenga ad una regione, il Veneto, dove dal 2007 i vaccini non sono più obbligatori. Rimane pur sempre un file datato 2011 e che non è stato più aggiornato.
Spero che queste informazioni siano utili e che ognuno, nel proprio piccolo, le possa segnalare alla propria azienda sanitaria di riferimento per cercare di chiedere maggior trasparenza, correttezza e precisione – qui si parla della nostra salute e dei nostri figli – pretendere garanzie è un dovere.
http://iononvaccino.blogspot.com/2016/07/proceduraper-la-somministrazione-di-un.html

Fonti

Da "Genitori del NO" a L.O.V. - Liberi dall'Obbligo Vaccinale

Qui di seguito vi riportiamo il testo del gruppo "Genitori del NO", testo con cui abbiamo fin dal primo momento dimostrato le nostre intenzioni di lottare per i diritti dei nostri figli e del futuro di quelli che verranno.
Riteniamo che la proposta fatta nella nostra regione sia un abuso di potere, un ricatto, e come cittadini di un paese democratico, non intendiamo sottostare a tutto questo.
Vi allego qui di seguito il testo di noi "Genitori del NO Emilia Romagna"

Gentili Onorevoli,
Siamo qui oggi per sottoporvi il nostro parere ed i nostri timori, più che giustificati, in merito ad una questione che ci tange personalmente. Parliamo delle vaccinazioni, in questo particolare caso, di quelle pediatriche e dell'iniziativa di legge “Servizi educativi per la prima infanzia. Abrogazione della L. R. n. 1 del 10 gennaio 2000”, oggetto numero 2880 della X Legislatura.
In tale proposta di legge, ritroviamo l'art. 6 comma 2, citiamo:
“Al fine di preservare lo stato di salute sia del minore sia della collettività con cui il medesimo viene a contatto, costituisce requisito di accesso ai servizi educativi e ricreativi pubblici e privati; l'avere assolto da parte del minore gli obblighi vaccinali prescritti dalla normativa vigente. Al fine dell'accesso, la vaccinazione deve essere omessa o differita solo in caso di accertati pericoli concreti per la salute del minore in relazione a specifiche condizioni cliniche. Entro un mese dall'entrata in vigore della presente legge, con apposito provvedimento la Giunta regionale specifica le forme concrete di attuazione del presente comma.”
Siamo qui per cercare di instaurare una discussione in merito a tale proposta, dal punto di vista medico, legale e anche come cittadini.
Il tema delle vaccinazioni è stato trattato negli ultimi anni con troppa superficialità, sia da parte dei medici, dei genitori, degli organi di stampa e delle istituzioni stesse. Parliamo di un atto medico preventivo, effettuato in persone sane, di un farmaco, che comporta sia dei benefici ma anche dei rischi. Parliamo di un farmaco, e come tale ha controindicazioni, effetti collaterali, anche gravi. Il problema delle vaccinazioni è che purtroppo non esistono degli esami pre-vaccinali che possano assicurare di non avere danni, come si può tranquillamente notare nel seguente report.
Solo nel 2015 sono stati riportati 7892 casi di reazioni avverse, come si può leggere dal rapporto OsMed pubblicato a giugno 2016 e che riguarda le segnalazioni del 2015, consultabile al seguente link: http://www.agenziafarmaco.gov.it/sites/default/files/Rapporto_OsMed_2015_AIFA-acc.pdf. Considerando che annualmente nascono meno di 500.000 bambini, le reazioni avverse segnalate, oltre ad essere considerate sottostimate dalla stessa AIFA, hanno incidenze ben più alte di quelle solitamente riferite.
Molti di questi danni si sarebbero forse potuti evitare se fossero state fornite informazioni non tendenziose e corrette alle famiglie, quello che purtroppo ancora troppi addetti del sistema sanitario rifiutano di ammettere poiché hanno paura delle possibili conseguenze sulla loro carriera. Spesso però in caso di danno o reazione avversa ci si ritrova davanti ad un muro omertoso. E' stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 143 del 23/06/2015 il decreto Ministeriale del 30/04/2015 che recepisce le direttive europee sulla farmacovigilanza (Direttive 2010/84/EU e 2012/26/UE). Il decreto introduce importanti modifiche sul sistema nazionale di farmacovigilanza per la raccolta e valutazione, ed introduce inoltre una tempistica ben precisa per la segnalazione: il segnalatore è adesso tenuto a trasmettere la scheda entro 2 giorni, ridotti a 36 ore nel caso di farmaci di origine biologica (vaccini inclusi), al responsabile della farmacovigilanza della struttura sanitaria di competenza (ASL, Azienda Ospedaliera, IRCCS). Questa disposizione favorirà l’individuazione precoce dei segnali di sicurezza assicurando una segnalazione tempestiva delle reazioni avverse. Sappiamo però per certo che troppo spesso il medico o il pediatra di base si rifiutano di segnalare le reazioni avverse oppure raccolgono la segnalazione senza inviarla, diminuendo sempre più la fiducia dei cittadini nei confronti delle Autorità Sanitarie.
In questa proposta di legge si avanza la richiesta di abrogare la L. R. n. 1 del 10 Gennaio 2000. Tale legge nell'art. 6 comma 1 recita: “Nei nidi d'infanzia e nei servizi di cui all'art. 3 pubblici e a finanziamento pubblico l'accesso è aperto ai bambini e alle bambine fino ai tre anni di età, senza distinzione di sesso, religione, etnia e gruppo sociale, anche se di nazionalità straniera o apolidi.”
Abrogare tale legge inserendo un divieto di accesso ai bambini non vaccinati con le quattro vaccinazioni obbligatorie, porterebbe al rischio di emarginazioni e atti discriminatori da parte delle istituzioni, delle strutture, degli altri bambini e degli altri genitori nei confronti degli stessi e dei loro genitori.
Le implicazioni ed i risvolti che non sono stati presi in considerazione sotto il profilo sanitario sono le seguenti:
  • come abbiamo descritto nella prima parte, le vaccinazioni sono farmaci, atti medici di profilassi preventiva e possono comportare dei rischi, anche gravi e permanenti.
  • I danni da vaccino non sono eventi rari e non sono nemmeno recenti, basti considerare che esistono leggi in merito ai danni da vaccino (L. 210/1992 e L. 229/2005), stabilendo addirittura graduatorie nel decreto ministeriale del 21 ottobre 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 9 del 13 gennaio 2010.
  • Uno dei punti principali di attaccabilità di tale normativa è costituita dal fatto che nessun vaccino porta ad una immunizzazione totale nel 100% dei vaccinati e che la durata dell'immunità è variabile da persona a persona. Il numero delle dosi e le tempistiche dei richiami vengono definiti in base a studi statistici. Se un bambino dovesse risultare non immunizzato verrebbe escluso anche lui?
  • In questo provvedimento si vorrebbe richiedere a tutti i bambini che dovrebbero usufruire di questo servizio di sottoporsi alle quattro vaccinazioni obbligatorie per legge (difterite, tetano, poliomielite e epatite b). In merito a difterite e poliomielite sono malattie dichiarate debellate e se effettivamente ci fosse un rischio concreto di un ritorno di tali patologie, dovremmo rivaccinarci tutti quanti con il vaccino antipoliomielitico orale, unico che possa conferire immunità in caso di vero rischio, come si può leggere dal sito dell'Istituto Superiore di Sanità: http://www.epicentro.iss.it/problemi/polio/polio.asp. In merito alla vaccinazione antiepatite B, divenuta obbligatoria in seguito ad una tangente(Corte di cassazione - Sezioni unite civili - Sentenza 12 aprile 2012 n. 5756 ), vi invito anche a leggere il Rapporto Seieva nel quale viene chiaramente scritto che tale vaccinazione non ha portato ad alcuna inflessione della patologia nell'età pediatrica. In merito infine alla vaccinazione antitetanica, essa non è una patologia trasmissibile e quindi sarebbe un dispositivo di protezione individuale e non collettiva.
  • Un tale provvedimento dovrebbe anche portare a sottoporre tutte le persone che entrerebbero a contatto con i bambini alla vaccinoprofilassi per tutte quelle malattie, poiché vorrei ricordarvi che nessun vaccino conferisce una immunità valida e duratura a vita.
  • Attuare un tale provvedimento significa che l’individuo affida la propria vita o quella dei propri figli nelle mani dello Stato e di autorità sanitarie che, come spesso vediamo nei fatti di cronaca, è sempre più sotto inchieste varie per atti di malasanità, errori umani o errori di tipo cognitivo.
  • Nell'ultimo punto vogliamo parlare delle attuali vaccinazioni. In Italia non esiste la possibilità di effettuare solo ed esclusivamente i quattro vaccini obbligatori e questo risulta alquanto grave, sia dal punto di vista economico, come evidenziato da una recente presa di posizione del Codacons dato che effettuare un esavalente il quale ne prevede due in più (antihib e antipertosse), sia dall'impossibilità data ai genitori di non poter effettuare solo le quattro obbligatorie oppure di evitare la componente antipertossica nel caso di reazioni avverse precedenti a tale componente.
    In merito alle implicazioni legali di tale proposta, in Italia abbiamo una Costituzione. Una Costituzione che ci dà dei diritti, come singoli e come società. Chi non vaccina o segue uno schema personalizzato, qualsiasi siano le sue motivazioni, non deve e non può essere ritenuto irresponsabile ed escluso dalla vita sociale. La nostra libertà di crescere figli sani e di inserirli in comunità, non può essere decisa sulla base di ideologie o, cosa ancora più grave, su interessi economici.
Vogliamo ricordare dal punto di vista legale che il diritto allo studio è inalienabile e non prevaricabile, e fa riferimento anche a quelle strutture che non rientrano nel campo delle scuole dell'obbligo, questo poiché gli asili nido rientrano nella categoria delle modalità di sviluppo della personalità del bambino e gli permettono di avviare il loro percorso verso la socializzazione con il mondo.
In merito alla legislazione nazionale, ricordiamo che la Costituzione Italiana afferma quanto segue:
  • Art. 2 - La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
  • Art. 3 - Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
    È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
  • Art. 10 - L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.
  • Art. 32. - La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
    Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.
  • L’eventuale introduzione della vaccinazione coatta per legge nel nostro ordinamento sarebbe preclusa dalla Convenzione di Oviedo, recepita in Italia con legge n.145/2001, che, com’è noto, ha stabilito il fondamentale principio dell’autodeterminazione in materia di salute. Il motivo del contrasto con la Convenzione è che, essendo la vaccinazione un trattamento preventivo proposto a persone sane, non può sussistere lo stato di necessità che è l’unica situazione per la quale non è richiesto il consenso del paziente o del suo rappresentante legale.
  • L’unico modo in cui gli interessi del collettivo possano prevalere sul singolo individuo viene previsto dalla sentenza della Corte Costituzionale, sentenza 307 del 1990, di cui vi cito un estratto:
“Da ciò si desume che la legge impositiva di un trattamento sanitario non è incompatibile con l'art. 32 della Costituzione se il trattamento sia diretto non solo a migliorare o a preservare lo stato di salute di chi vi è assoggettato, ma anche a preservare lo stato di salute degli altri, giacché è proprio tale ulteriore scopo, attinente alla salute come interesse della collettività, a giustificare la compressione di quella autodeterminazione dell'uomo che inerisce al diritto di ciascuno alla salute in quanto diritto fondamentale. Ma si desume soprattutto che un trattamento sanitario può essere imposto solo nella previsione che esso non incida negativamente sullo stato di salute di colui che vi è assoggettato, salvo che per quelle sole conseguenze, che, per la loro temporaneità e scarsa entità, appaiano normali di ogni intervento sanitario, e pertanto tollerabili.”
Per quanto riguarda il Diritto Internazionale, ricordo:
- La Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, art. 26 concernente il diritto all’istruzione e il diritto dei genitori di decidere in merito al tipo di formazione da dare ai propri figli (10.12.1948);
- Il Patto internazionale sui diritti economici del 19.12.1966 concernente il diritto di ciascuno all’istruzione;
- Convenzione internazionale dell’UNESCO contro la discriminazione nel campo dell’educazione, artt. 4 e 5 (14.12.1960);
Per quanto concerne le Convenzioni ed i Diritti garantiti dagli organi dell'Unione Europea, ricordiamo che è stata utilizzata la Convenzione per i diritti dei bambini delle Nazioni Unite (UNCRC), grazie alla quale troviamo l’articolo 24, in cui al comma 2 si afferma che qualsiasi decisione venga intrapresa da autorità pubbliche o istituzioni private, si deve prendere come considerazione primaria il bene del bambino, e da tutto quello che finora è stato riferito, non avviene certo per il bene dei bambini o della collettività.
Chiediamo pertanto che i diritti fondamentali nostri e dei nostri figli vengano rispettati, considerando che anche le nostre tasse servono per quei servizi da cui si vogliono escludere i nostri figli. Chiediamo che i vaccini rimangano non discriminatori così come avviene in altri paesi, per garantire ai nostri figli un futuro senza discriminazioni o distinzioni.
Chiediamo che la vaccinoprofilassi rimanga allo stato attuale, quindi non discriminante per l'accesso al servizio educativo 0-3 anni. Non chiediamo una abolizione, poiché comprendiamo quanto possa essere difficile informare correttamente i genitori senza eseguire ricatti sociali o terrorismo psicologico.
Comprendiamo di essere solamente un gruppo di genitori ma in qualità di cittadini di questa Regione, chiediamo però che vengano ascoltati anche i nostri pareri, poiché sappiamo tutti quanto possano essere lunghe le tempistiche per effettuare un ricorso nelle sedi opportune e nel frattempo assisteremmo ad atti di emarginazione o di discriminazione.
Vi ringraziamo per l'attenzione,
Cordiali saluti

Gruppo Genitori del NO Emilia Romagna

Il tetano

Tetano: realtà attuale, disinfezione e immunità naturale

Una breve summa sul tetano presa da epicentro.iss.it: patologia infettiva acuta non contagiosa che viene causata dal batterio Clostridium tetani, bacillo Gram-positivo che cresce solo se è in ASSENZA di ossigeno, ed è presente in natura sia in forma vegetativa, sia sotto forma di spore. Il germe in forma vegetativa produce una tossina, dettatetanospasmina, che è neurotossica e causa i sintomi clinici della malattia. Il batterio è normalmente presente nell’intestino di bovini, di equini e di ovini ed infine nell’intestino umano, e viene eliminato con le feci. Le spore del tetano possono sopravvivere nell’ambiente esterno anche per anni e contaminano spesso la polvere e la terra.
Possono penetrare nell’organismo umano attraverso ferite dove, in condizioni opportune, che si verificano specialmente nei tessuti necrotici, si possono trasformare nelle forme vegetative che producono la tossina.
La vaccinazione risulta tra le quattro obbligatorie per legge (Legge 5 marzo 1968, n° 292).

Realtà attuale del tetano

La situazione reale ed effettiva è che durante la vita, molto più spesso di quanto si pensi, l'organismo entra in contatto con il Clostridium tetani creando di conseguenza un'immunità naturale, e che tale immunità quindi esiste anche senza vaccinazione ed è verificabile intorno ai tre anni tramite analisi del sangue chiedendo la titolazione degli anticorpi tetanici, il cui risultato maggiore di 0,01 UI/ml significa avere immunità!
Inoltre in questo
studio scientifico si può leggere come la vitamina C svolga un ruolo straordinario nel prevenire e trattare il tetano. Nonostante questo studio risalga al 1984, esiste anche una review più recente, del 2013, la quale afferma che: “Esistono differenze nelle risposte dei pazienti trattati con la vitamina C, specialmente in base all'età. Nei bambini tra 1 e 12 anni (numero di pazienti - 62) la riduzione del tasso di mortalità è del 100% mentre per il gruppo di pazienti tra i 13 ed i 30 anni (numero di pazienti – 55) la percentuale del tasso di mortalità si era ridotta al 45%.”
In questa review però gli autori non si arrischiano a consigliare la somministrazione della vitamina C in casi di tetano a causa della scarsa letteratura e degli scarsi studi attualmente presenti, si conclude quindi con l'auspicio degli autori di vedere un approfondimento su tale tema.
Studi scientifici
Vi è più di uno studio scientifico dove si può legger come il tetano sia stato contratto da persone correttamente vaccinate per questa patologia!!! Di seguito alcune righe dell'abstract di uno studio molto interessante:
“Una situazione digrave stadio del tetano (grado III) si è verificato in tre pazienti che erano immunizzati ed avevano alti livelli sierici di anticorpi. La malattia è stata fatale in un paziente, che era stato iperimmunizzato per produrre immunoglobuline commerciali per il tetano. Due pazienti erano stati vaccinati un anno prima del ricovero.
I titoli antitetanici all'ammissione erano 25 UI / ml e 0,15 UI /ml secondo i test di emoagglutinazione ed ELISA. Un valore maggiore di 0,01 IU / ml è considerato protettivo.”
23 gennaio 2014- L’articolo “Tetanus in Italy 2001–2010: A continuing threat in older adults” (Vaccine 2013 Dec 25), fornisce una panoramica dell’epidemiologia del tetano in Italia tra il 2001 e il 2010.
Dallo studio è emerso che nel periodo in esame sono stati notificati 594 casi, con un’incidenza annua media di 1 caso per milione di abitanti.
Abstract - “Pur essendo una patologia completamente prevenibile, casi di tetano continuano a verificarsi in Italia ed i ricoveri ospedalieri sono stati segnalati per essere più elevati rispetto ad altri paesi europei e ad altri industrializzati. Sono stati esaminati i dati di notifica, di ospedalizzazione, mortalità e sieroprevalenza per descrivere l'epidemiologia del tetano in Italia dal 2001 al 2010. Sono stati notificati in totale di 594 casi di tetano, con un'incidenza media annua di 1 ogni 1.000.000 di abitanti. La maggior parte dei casi erano in persone non vaccinate o non completamente vaccinate, di cui l'80% si è verificato in soggetti di età maggiore ai 64 anni ed un'incidenza maggiore nelle donne rispetto agli uomini nella medesima fascia di età. […] Oltre il 50% delle persone di età compresa fra i 45 ed i 64 anni e oltre i due terzi dei soggetti di età maggiore (≥) ai 65 anni avevano livelli di anticorpi contro il tetano come in altri paesi, ma la maggior parte dei casi si verifica nei più anziani, soprattutto nelle donne anziane.”

Come disinfettare una ferita?

Da questo sito, si può leggere il modo giusto per pulire e disinfettare una ferita, secondo le buone norme di primo soccorso.
“ Medicare una ferita vuol dire prima di tutto procedere ad una pulizia accurata della lesione e della zona circostante che può essere effettuata utilizzando acqua corrente fredda e, se lo abbiamo a disposizione, del sapone. Per allontanare eventuali tracce di terra, polvere, frammenti o spine si può dirigere sulla lesione un getto violento di acqua oppure utilizzare pinzette o aghi precedentemente sterilizzati sul fornello di casa oppure se siamo all'aperto alla fiamma di un accendino. Nelle operazioni di pulizia è meglio aiutarsi, se necessario, con garze sterili evitando di usare il cotone idrofilo che potrebbe lasciare nella ferita fili o piccoli frammenti.
Dopo il lavaggio della ferita e della zona circostante si procede alla disinfezione. A questo scopo si può utilizzare uno dei numerosi disinfettanti disponibili in commercio, non alcolici e che contengono sostanze quali lo iodio o il cloro o l'acqua ossigenata.”
In caso di ferita molto profonda o che si sospetta possa non essere stata pulita correttamente si consiglia di recarsi in ospedale per un adeguato trattamento della ferita.
Per quanto concerne le prassi di pronto soccorso invece, è prevista la somministrazione delle immunoglobuline antitetaniche iperimmuni, non la vaccinazione.
Vi lascio però questo link, che rimanda ad una dispensa molto utile sulle ferite a rischio oppure no di tetano e/o infezioni.
In merito a immunità naturale al tetano riporto quanto segue, da questo articolo: “Nella letteratura scientifica sono numerosi gli studi che esaminano l’entità degli anticorpi specifici contro il tetano per valutare l’efficacia delle campagne vaccinali. Al contrario, l’esistenza di una immunità naturale specifica nei confronti di questa malattia non è stata studiata in maniera approfondita. Per immunità naturale specifica si intende la presenza di anticorpi specifici contro il tetano nel sangue di soggetti che non sono mai stati vaccinati.Nella nostra esperienza è sempre più frequente il riscontro di bambini mai vaccinati che però presentano un adeguato titolo anticorpale antitetanico nel sangue(cioè in quantità sufficiente per fornire una protezione immunitaria contro il tetano).” Affermazione basata sul seguente studio.


Fonti

venerdì 11 novembre 2016

Presentiamoci - Da "Genitori del NO" a LOV - Liberi dall'Obbligo Vaccinale

Nasciamo come gruppo Facebook di genitori preoccupati delle proposte di legge avanzate in alcune regioni tra cui Emilia Romagna, Lombardia e Toscana. Nasciamo quindi come una sorta di comitato che intende opporsi a queste proposte di legge che vogliono imporre le vaccinazioni per l'accesso ai servizi educativi e non, nella fascia da 0 a 3 anni. Molti di noi si sono però resi conto che questa lotta è impari, quindi per ottenere maggiore visibilità, ci siamo riuniti e abbiamo costituito una associazione di genitori, per i genitori, chiamandola LOV – Liberi dall'Obbligo Vaccinale, una assonanza che però vuole rimandare al fatto che amiamo i nostri figli, come tutti i genitori d'altronde, e che riteniamo queste proposte come un ricatto a cui dobbiamo sottrarci.

Abbiamo provveduto a creare un nostro blog: liberidallobbligovaccinale.blogspot.com

Siamo presenti anche su Twitter: https://twitter.com/liberidaobbligo

Siamo presenti su Instagram: liberidallobbligo.lov

Per gli associati e per tutti coloro che sono interessati abbiamo provveduto a creare sia la pagina Facebook - https://www.facebook.com/liberidallobbligovaccinale/ - che il gruppo - https://www.facebook.com/groups/997580737020974/?fref=ts

Per qualsiasi informazione o chiarimento, e per chi volesse lottare insieme a noi, può scriverci una mail a info.liberidallobbligo@gmail.com

Vi ricordo inoltre che per il 20 novembre a Bologna, stiamo organizzando un incontro tra noi genitori per definire le strategie e le azioni da intraprendere. Per chiunque volesse unirsi, vi preghiamo di comunicarcelo, in modo da prenotare la sala adatta.

Grazie a tutti i genitori e non che lottano con noi e per noi.
Ana DIana Demian - Presidente
Alessandra Atti - Vice Presidente
Alessandro d'Ausilio - Segretario