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giovedì 2 febbraio 2017

Genitori uniti contro l'obbligo

Questa volta non farò un breve excursus per quanto riguarda tutte le regioni poiché da quello che potete capire leggendo i giornali o guardando la TV, stiamo lentamente ed inesorabilmente “degenerando” più o meno dovunque.

Abbiamo pensato che sarebbe interessante iniziare a postare le testimonianze dei genitori sia su questo blog ma che sul sito dei “Genitori del NO Emilia Romagna” che vi invito a visionare a http://genitoridelno-emiliaromagna.webnode.it/. Questo perché spesso i genitori che vaccinano non sanno che spesso anche chi non vaccina ha le stesse paure, si è pur sempre genitori che devono prendere delle scelte. Serve anche per far capire che le scelte non si fanno tanto per fare, ma si hanno grandi responsabilità nei loro confronti.
Per chiunque volesse raccontare la propria storia, che verrà pubblicata in forma anonima, chiediamo di inviarla a genitoridelnoer@gmail.com oppure info.liberidallobbligo@gmail.com scrivendo come oggetto “Testimonianza”.

Risulta di questi giorni la comunicazione che le ASL inviano mail ai genitori comunicando, sulla base di una circolare, che non ho ancora trovato, che basterebbero 3 delle 4 vaccinazioni obbligatorie per accedere ai servizi 0 – 3 anni. Una circolare ha un valore legale pari a zero, e sarebbe da inserire come integrazione al regolamento attuativo pubblicato, ma indifferentemente da tutto ciò, una circolare non può affermare che, nella pratica, un obbligo di legge non può essere adempiuto poiché manca il vaccino.
Questo punto credo personalmente possa essere il primo di una lunga serie di problematiche che verranno fuori nei prossimi mesi.
Siamo fiduciosi!
Colgo l'occasione per salutarvi calorosamente e dirvi di resistere. Non siamo soli e non siamo pochi!

Ana Diana Demian

I link ai gruppi regionali che esistono.

Genitori del NO Emilia Romagna 
https://www.facebook.com/groups/524345757775541/

Comitato genitori per la libertà di scelta FVG
https://www.facebook.com/groups/333803580333737/

Vaccini (MC) Genitori per la vita  (Marche)
https://www.facebook.com/groups/VACCINIMC/

venerdì 13 gennaio 2017

Regolamenti attuativi Emilia Romagna

Comunicazione di aggiornamento

A quanto pare per la regione Emilia Romagna, il regolamento attuativo, risale al 21 dicembre, mentre sul BURERT, Bollettino Ufficiale della regione, è stato pubblicato solo in data 11 gennaio. Può essere che qualcuno abbia fatto loro notare che andavo pubblicato lì, per essere efficace a livello di legge. 
Il regolamento lo potete trovare qui: http://servizissiir.regione.emilia-romagna.it/deliberegiunta/servlet/AdapterHTTP?action_name=ACTIONRICERCADELIBERE&operation=downloadTesto&codProtocollo=GPG/2016/2470

Riporto i punti salienti dal regolamento:


- definizione nidi, servizi integrativi e attività ricreative.

- Nidi d'Infanzia, intesi nelle diverse modalità organizzative quali c.d. Micronidi, Nidi part-time, tempo lungo, Sezioni di Nido aggregate ad altri Servizi Educativi o Scolastici dette anche “Sezioni Primavera”;
- Servizi Integrativi al nido: Spazio Bambini, Servizi Domiciliari, Centro per Bambini e Famiglie (CBF), Servizi Sperimentali (CBF e Servizi Sperimentali sono connotati da una specifica progettazione pedagogica, orientata anche alla continuità educativa 0-6 anni);
- Servizi Ricreativi: si tratta di Servizi che hanno finalità puramente ricreative e si rivolgono a bambini dai 3 ai 36 mesi, che ne fruiscono occasionalmente e dunque esclusivamente soggetti alle vigenti norme relative alla sicurezza e alla salute;
- non si estende ai bambini che, pur avendo meno di tre anni, sono iscritti quali “anticipatari” alla scuola dell’infanzia, in quanto soggetta a normativa statale;
- L’idoneità per l’iscrizione e per la frequenza ai Servizi oggetto del presento atto:
per tutti i vaccini obbligatori sono necessarie:
· 1 dose per chi accede alla collettività fino ai 6 mesi
· 2 dosi per chi accede alla collettività fino ai 12 mesi
· 3 dosi per chi accede alla collettività fino ai 18 mesi;
se il ciclo vaccinale è completato (tre dosi) i Servizi Vaccinali delle Aziende USL rilasciano un certificato di vaccinazione a tutti i bambini dopo l'effettuazione delle tre dosi delle vaccinazioni obbligatorie riportando in calce la dicitura "Le dosi vaccinali effettuate ottemperano a quanto previsto dalla L.R. n. 19 del 25/11/2016 per l'accesso ai Servizi per la prima infanzia" e sarà valido per tutti e tre gli anni;
- i bambini che accedono ai Servizi ad un'età inferiore a 6 mesi, verranno ammessi con riserva e il genitore si impegna ad eseguire la prima dose dei vaccini entro i 6 mesi di età;
- i bambini che si iscrivono al 2° e 3° anno e che non sono mai stati sottoposti alle vaccinazioni obbligatorie dovranno iniziare il ciclo vaccinale ed effettuare almeno le prime due dosi di ciascuna vaccinazione obbligatoria prima di accedere al Servizio. Inoltre, dovranno completare il ciclo vaccinale (terza dose) prima della eventuale iscrizione all'anno successivo;
- anche i bambini che già stanno frequentando i Servizi oggetto del presente atto e che vengono eventualmente ammessi automaticamente agli anni successivi dovranno essere in regola con le vaccinazioni obbligatorie secondo lo schema sopra riportato. Anche in questo caso l'ammissione/frequenza all'anno successivo non sarà possibile senza presentazione del certificato vaccinale
- ESONERO: Nei casi in cui la vaccinazione deve essere omessa o differita, l'esonero per motivi sanitari deve essere certificato dal pediatra di libera scelta e autorizzato dai Servizi Vaccinali delle Aziende USL ai fini dell’accesso.
A quanto pare non ci sono state notizie sulle richieste di riesame inviate a inizio dicembre.
Per quanto riguarda invece il momento dell'applicazione, cito “A partire dall'anno educativo 2017-2018 per l'iscrizione e comunque per la frequenza dei bambini ai Servizi Educativi e Ricreativi, pubblici e privati”, quindi si dovrebbe presumere che si applicherà dall'A.S. 2017/18.
Questi sono i punti salienti del regolamento pubblicato dalla Regione. Attualmente aspettiamo conferma dal legale per avere i chiarimenti in merito e per capire come muoverci.
Per quanto riguarda le altre regioni, sembrerebbe tutto quasi fermo, fatta eccezione per Triste, dove in data 11 gennaio c'è stata l'udienza di ricorso contro la delibera comunale.
Per qualsiasi cosa, rimaniamo a vostra disposizione.

Ana Diana Demian
Presidente LOV - Liberi dall'Obbligo Vaccinale

domenica 27 novembre 2016

Analisi della legge regionale nr. 19 della regione Emilia Romagna

Come cittadino di questa regione e come madre mi preme far capire la gravità della legge numero 19 promulgata, e poi pubblicata il giorno 25 novembre con efficacia a partire da oggi, 26 novembre 2016.

Tale legge intende riformulare il sistema educativo della fascia 0 – 3 anni della regione Emilia Romagna e con questo articolo ho intenzione di andare ad esporre i punti critici e discriminatori di tale legge.
Nell'articolo 1, comma 1 si parla del rispetto della normativa nazionale e internazionale, punto ribadito anche all'interno del comma 3 dello stesso articolo. Si vuole far credere quindi che tale legge sia in linea con quella che è la normativa e le raccomandazioni europee e internazionali.
Sarebbe opportuno però ricordare alla regione che in ambito europeo non esistono raccomandazioni in merito ad una normativa su un obbligo vaccinale o discriminazioni che potrebbero essere messe in atto per indurre ala vaccinazione.
In questa pubblicazione http://www.eurosurveillance.org/images/dynamic/EE/V17N22/art20183.pdf, ritroviamo infatti una raccomandazione generica improntata sul rispetto delle individualità di ciascun paese, poiché la questione “obbligo si, obbligo no” coinvolge allo stesso tempo diverse questioni etiche, storiche, culturali e di usi e costumi, quindi non si può fare un auspicio unidirezionale a livello europeo. Rendere i vaccini obbligatori potrebbe essere un metodo per conformare l'adesione ai programmi vaccinali, tuttavia molti programmi europei sono efficaci anche se con adesione su base volontaria, quindi raccomandati. Tra i paesi con vaccinazioni obbligatorie e quelli senza obbligo, non vi sono sostanziali differenze, poiché come si evince dallo studio, non è certo la parola “obbligatorio” a fare la differenza, bensì un'insieme di fattori, tra i quali troviamo: i vaccini combinati, l'incidenza del costo sul destinatario d'uso, il tipo di offerta, le campagne informative e promozionali, strategie comunicative, la presa di coscienza della cittadinanza sui problemi di salute pubblica e le sue soluzioni.
Come cittadina di questo paese, vorrei fare un cartellone pubblicitario con questa parte della discussione: Un sistema sanitario nazionale dovrebbe promuovere e offrire attivamente quei vaccini di cui ne è stata provata la sicurezza, l'efficacia e con un impatto positivo sulla salute pubblica. In un mondo dove la cittadinanza crede nelle autorità sanitarie, maggiore uniformità può essere stabilita insieme alle raccomandazioni.

Nell'articolo 2 si parla della crescita e della formazione, della garanzia al diritto all'educazione e al rispetto dell'identità individuale, culturale e religiosa. Articolo nettamente in contrasto con ciò che ritroviamo poi in altri punti seguenti a questo.
Secondo tale legge un nido ha finalità di formazione e socializzazione, di sviluppo di un benessere psicofisico, relazionale, affettivo e sociale.
L'articolo 2 dovrebbe rendere chiaro ai nostri rappresentanti che un asilo nido non è un “parcheggio”, termine che personalmente ritengo denigratorio, ma anche un'occasione di sviluppo del bambino. Lo stesso principio di sviluppo dell'individuo vale anche per i servizi educativi integrativi descritti all'interno dell'articolo 3. Si auspica persino integrazione e collaborazione fra i diversi servizi educativi della prima infanzia per garantire qualità e coerenza dei servizi.

Si ritiene quindi che questi spazi siano fondamentali, viene perciò da chiedersi per quale motivo nell'articolo 6 comma 2 ritroviamo quanto segue:

Quindi per accedere ai servizi educativi e ricreativi nella fascia 0 – 3 anni risulta come requisito imprescindibile l'aver effettuato le quattro vaccinazioni obbligatorie: anti difterica (ex lege 891/1939), anti tetanica (ex lege 292/1963), anti poliomielitica (lex 581/1966) e anti epatite b (lex 165/1991). Il motivo addotto sarebbe il rischio di un ritorno di tali malattie che si riteneva fossero state debellate, peccato che in altri paesi dell'Unione Europea vi siano percentuali addirittura inferiori alle coperture vaccinali italiano ma non vi sono epidemie.
Tale articolo risulta quindi nettamente in contrasto con tutto quello che è il contenuto della normativa, incluso anche l'articolo successivo che parla di integrazione anche dei bambini disabili e dei bambini che si ritrovano in situazioni di disagio relazionale e socio culturale.

Un cenno dovuto, per onore di cronaca: il presunto caso di difterite era in realtà un nodulo in cui è stato trovato il batterio della difterite. Vorrei ricordare alle autorità che chiamare difterite un caso di difterite cutanea, che non è mai stata debellata come patologia, lasciando intendere che si tratti di difterite delle vie respiratorie, è punibile come procurato allarme.

Personalmente ritengo che a molti sia sfuggito l'articolo 9, dove vengono inclusi nell'applicazione dell'articolo 6 anche gli spazi gioco.
Che cosa significa? Che se tu genitore non vuoi sottoporre alle vaccinazioni antipolio, antitetanica, antidifterica e antiepatite B tuo figlio, non puoi portarlo al nido, agli spazi gioco, ai baby parking. Insomma si viene esclusi dalla vita sociale, la stessa che si inneggia negli altri articoli.

A questo punto la domanda provocatoria credo sia d'obbligo: come intendono distinguere i vaccinati dai non vaccinati? Dovremo cucire delle stelle di David sulle giacché dei nostri bambini? Presentare una tessera, un simbolo di riconoscimento?


No, la risposta è molto più semplice. Nell'articolo precedente avevo parlate della relazione sugli obiettivi del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale per il periodo 2016 – 2018, che trovate qui https://liberidallobbligovaccinale.blogspot.it/2016/11/salvea-tutti.html
Nel punto 5 degli obiettivi del PNPV si parla proprio di questo, una sorta di database con tutti i dati di tutte le persone che non hanno vaccinato o non hanno seguito il calendario. Quindi quel registro non servirebbe solo per i medici o i genitori, violando qualsiasi diritto alla tutela della privacy ma anche per quanto riguarda le strutture destinate ai bambini nella fascia 0 – 3 anni.

In seguito alla lettura di questo articolo risulta evidente che nemmeno la cosiddetta “ultima spiaggia” è fattibile, quindi l'opzione della baby sitter o della tagesmutter, risulterebbe non realizzabile.
A tal proposito, il deterrente perfetto lo si trova all'interno dell'articolo 20, comma 2.


La questione che qualsiasi persona si pone è: io non posso permettermi di pagare una sanzione amministrativa così alta, quindi non rischio. E quindi quale potrebbe essere una soluzione?




Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.

Il presidente Bonaccini continua a dichiarare che tale norma entrerà in vigore a maggio/giugno 2017 e che entro un mese ci saranno solo le definizioni sulla questione delle limitazioni, che ci sarà tempo di effettuare e recuperare le vaccinazioni senza fretta, e che questa legge non riguarda questo anno scolastico.
Peccato che leggendo l'ultima parte della legge pubblicata sul Bollettino Ufficiale della regione Emilia Romagna si evince che il presidente ha dichiarato cose non vere: la legge è attiva sin da oggi, spetta a tutti di farla rispettare e riguarda anche l'attuale anno scolastico in corso.

Ovviamente ci si augura che queste dichiarazioni non siano state fatte in maniera intenzionalmente errate, però un dubbio è lecito avercelo.

Altri dubbi leciti sono ad esempio il fatto che i bambini sieropositivi o con epatite b possono frequentare e sono tutelati dalle leggi sulla privacy e contro la discriminazione.
Un dubbio lecito è quello che riguarda i familiari, i conviventi e gli operatori dei servizi educativi i quali non sono obbligati ad effettuare i richiami come da calendario vaccinale.
Infine sarebbe lecito sapere se tale legge si applica anche ai turisti che si recano nella nostra regione, soprattutto per il periodo estivo sulla costiera romagnola.

Ad alcune di queste domande, il presidente Bonaccini, insieme all'Assessore alla Sanità Sergio Venturi, hanno risposto nel video effettuato in diretta tramite Facebook in data 25 novembre di cui a breve posteremo una analisi “a mente fredda”.

Sempre a mente fredda l'unica conclusione valida visti gli accadimenti degli ultimi giorni, sembra quasi una azione intrapresa per “creare” posti negli asili nido. Se si limita l'accesso ai nidi e ai servizi ricreativi, magicamente si possono creare posti nelle graduatorie, di modo che a coloro che non ne sanno molto, sembra che questa riforma sia utile mentre è meramente discriminatoria e basta.

Ana Diana Demian

Presidente LOV – Liberi dall'Obbligo Vaccinale

venerdì 18 novembre 2016

La Difterite

La difterite: considerazioni generali

Le informazioni generiche sono su epicentro.iss.it: l’agente patogeno è il batterio Corynebacterium diphtheriae, del quale sono conosciute 4 varietà (var): mitis, intermedius, gravis ed infine belfanti, cui corrispondono almeno 57 sierotipi ed almeno 19 tipi fagici. L’incubazione dura dai due (2) ai cinque (5) giorni.
Quando l’infezione riguarda l’apparato orofaringeo, i primi sintomi sono mal di gola, perdita dell’appetito e febbre leggera: entro due o tre (2/3) giorni, sulla superficie delle tonsille e della gola si forma una caratteristica membrana grigiastra, dai margini infiammati, che può anche sanguinare e assumere un colore verdastro o nero. Altri sintomi associati all’infezione possono essere gonfiore del collo e ostruzione delle vie respiratorie. Generalmente la difterite ha un decorso benigno. Chi sviluppa la patologia viene trattato immediatamente con antitossina (se necessario) ed antibiotici (eritromicina o penicillina), quindi viene
messo in isolamento per evitare che contagi altre persone. In genere, già dopo due giorni di terapia non si è più contagiosi.
La tossina prodotta (identica per tutti le 4 principali varietà e nei 57 sierotipi di Corynebacterium diphtheriae) si diffonde attraverso il flusso ematico ed i suoi effetti avvengono sia localmente(interessando le prime vie respiratorie, formandovi placche e membrane che riducendo lo spazio per il passaggio dell’aria rendono difficoltosa la respirazione), sia a distanza dalla zona di infezione(soprattutto a livello cardiaco e sul sistema nervoso). Gli organi coinvolti localmente variano a seconda del sierotipo di batterio: il più diffuso colpisce gola, naso e talvolta le tonsille.
Nei Paesi con clima temperato si diffonde durante i mesi invernali, trasmettendosi per contatto diretto con una persona infetta o, più raramente, con oggetti contaminati da secrezioni delle lesioni di un paziente.
Qui potete trovare un approfondimento su tale patologia.
In Italia la vaccinazione antidifterica risulta obbligatoria per legge (Legge 6 giugno 1939, n° 891),può essere imposta con la forza solo se si tratta di incuria/maltrattamento.



Ritroviamo in questo studio quanto segue: “Il popolo eschimese è molto sensibile alle infezioni respiratorie superiori a contatto con il mondo esterno. Le infezioni batteriche ordinarie si verificano raramente. Difterite e scarlattina sono patologie clinicamente sconosciute. […] l’immunità alla malattia ed i test cutanei negativi dipendono dalla presenza di antitossine. Questo è interpretato come dovuto ad immunità ereditaria naturale dipendente da qualche meccanismo antitossico non specifico”


Vaccinazione antidifterica

Per quanto riguarda il vaccino antidifterico singolo dell'Istituto Sierologico dello Stato della Danimarca, possiamo leggere a questo link il bugiardino.
I problemi subentrano per il fatto che attualmente il vaccino in formulazione singola non viene importato quindi è necessario farlo in combinazione con la parte antitetanica almeno, se non in combinazione con altri due, tre o quattro vaccini come risulta evidente da questo comunicato del 2014, quindi non è possibile definire se una reazione avversa possa essere o meno riconducibile alla componente antidifterica.
Durata dell’immunità da vaccinazione
Quando e se la vaccinazione conferisce immunità (vedesi i non-responder al vaccino), essa protegge dai soli effetti della tossina lasciando in realtà circolante il batterio, che nei vaccinati può sia portare ad una forma blanda di infezione che rimanere latente, attivo e contagioso verso i non vaccinati e gli immunodepressi sino a sei mesi – vedesi il caso di difterite avvenuto nel bambino di 6 anni in Spagna nel 2015.
L’immunità diminuisce nel corso del tempo e si dovrebbe ripetere un richiamo del vaccino ogni 10 anni circa. Un'altra eventualità potrebbe riguardare la diminuzione dell'immunità acquisita a causa della vaccinazione – esistono casi in cui alcune persone in seguito al vaccino non hanno più avuto alcuna o bassissima immunità.
In questo studio troviamo quanto segue: “Negli ultimi 10 anni c’è stata una serie di segnalazioni delle relazioni inerenti il riemergere o il persistere della difterite, senza un grande calo nel corso degli ultimi 25 anni. La patologia, che era comune tra i bambini sotto i cinque anni in passato, sta colpendo bambini più grandi ( 5-19 anni) ed adulti. La maggior parte dei casi segnalati sono di bambini che erano non immunizzati o parzialmente immunizzati contro la difterite [ … ] l’immunità acquisita tramite l’immunizzazione primaria diminuisce nella prima infanzia.”


Nota - Per un approfondimento più completo, vi rimando al seguente indirizzo dove viene spiegato il ruolo del ferro e della vitamina C in questa malattia - http://www.quival.it/foods-and-drugs/difterite-approfondimento.html
Fonti

Falsi miti: vaccini e immunità di gregge

I vaccini e l'immunità di gregge
L'immunizzazione attiva (o vaccinazione) contro le infezioni si basa sulla somministrazione di una piccolissima quantità di un agente infettivo inattivato (virus o batterio, ucciso o attenuato) o di componenti del microorganismo resi sicuri (come antigeni importanti o sostanze che alcuni microorganismi producono) o di proteine ottenute sinteticamente. In questo modo si evoca una risposta immunologica (immunità umorale e cellulare) simile a quella prodotta dall’infezione naturale senza causare la malattia e le sue complicanze. (1)
In teoria quindi chi è vaccinato dovrebbe essere protetto dalla malattia e dalle sue conseguenze, andando incontro a bassi rischi derivanti dalla vaccinazione.
Il principio sfruttato dalla vaccinazione è quello della memoria immunologica, cioè la speciale capacità del nostro sistema immunitario di ricordare le sostanze estranee, tra cui i microorganismi di diversa provenienza, che hanno attaccato il nostro organismo e contro le quali vengono prodotti anticorpi specifici. La vaccinazione simula il primo contatto con l’agente infettivo per stimolare il sistema immunitario e aumentare la concentrazione di cellule e anticorpi specifici in modo che se il microorganismo viene effettivamente incontrato dovrebbe essere neutralizzato.
Con la vaccinazione, in alcuni casi i batteri e i virus sono introdotti nell'organismo già uccisi, quindi non più in grado di causare malattia ma ancora sufficienti a stimolare una risposta immunologica. In altri casi i batteri e i virus sono invece attenuati, ossia non uccisi ma modificati in modo che non possano scatenare la malattia, in teoria. Esempi di vaccini attenuati sono il vaccino Sabin contro la poliomielite e il vaccino contro il morbillo, la parotite e la rosolia (Mpr). In alcuni casi, si utilizzano le sostanze tossiche prodotte dai microorganismi che vengono inattivate prima dell'introduzione nel nostro organismo, come nel caso del vaccino antitetanico e dell'antidifterico. A volte si utilizzano componenti della superficie dei virus o della capsula esterna dei batteri, come nel caso dell'Haemophilus influenzae di tipo b. Infine, una serie di vaccini prevede l'utilizzo di proteine sintetiche, ottenute in laboratorio e che simulano componenti dei virus, come è il caso dell'epatite B o della pertosse. Alle componenti batteriche e virali vengono aggiunti, nella composizione dei vaccini, diversi coadiuvanti per favorirne l'efficacia, prevenirne la contaminazione da parte di altri agenti microbici e stimolare le difese immunitarie dell'organismo vaccinato.
Le vaccinazioni non proteggono per tutta la vita per cui anche se non sono previsti richiami oltre al ciclo di base, molti adulti possono risultare scoperti, come ad esempio per la polio (2). Alcune vaccinazioni, come quella per il tetano, richiedono l’esecuzione di una o più dosi di richiamo dato che la protezione decade con il tempo anche se molti soggetto risultarono in alcuni studi protetti dopo oltre trent'anni dal ciclo primario senza aver effettuato richiami. In caso di epidemie o dell'insorgenza di casi di malattia nella comunità, i soggetti vaccinati dovrebbero avere probabilità molto minori di contrarre l’infezione. Il vantaggio è solo personale però. Infatti, si pensa che per le malattie infettive che si trasmettono da persona a persona, se la percentuale di soggetti vaccinati all’interno di una comunità o popolazione è sufficientemente elevata, la trasmissione dell’agente infettivo nella popolazione è ridotta e anche i soggetti che non possono ricevere il vaccino risultano protetti da quella che viene definita una “immunità di gregge”, cioè dalla bassa possibilità di diffusione della malattia, e quindi di contagio.


La teoria dell'immunità di gregge
Il concetto di “immunità di gregge” però compare per la prima volta negli anni trenta del novecento, quando nella ricerca di Arthur Hedrich della Johns Hopkins University, pubblicata nel maggio 1933 sul "American Journal of Epidemiology" scoprì che, dopo che buona parte della popolazione di Baltimora aveva contratto il morbillo e quindi era diventata immune al morbillo, anche il resto della popolazione, o “gregge”, era protetta. (3)
Egli aveva studiato i modelli di morbillo presentatisi negli Stati Uniti tra il 1900 e il 1931 (quindi molti anni prima della realizzazione dei vaccini contro il morbillo) e osservò che le epidemie della malattia si verificavano solo quando meno del 68% dei bambini aveva sviluppato un'immunità naturale ad essa.
Questa era basata sul principio che i bambini costruiscono la propria immunità solo dopo aver avuto od essere stati esposti alla malattia. La teoria della “herd immunity” era costruita, infatti, su processi di immunizzazione alla malattia del tutto naturali e non aventi niente a che fare con la vaccinazione: se almeno il 68% della popolazione è in grado di costruire autonomamente le proprie difese naturali, non si manifesterebbe nessuna epidemia. (4)
Più tardi i vaccinologi hanno adottato la ricerca e aumentato la cifra dal 68% al 95% senza alcuna giustificazione scientifica del perché e poi hanno dichiarato che ci doveva essere la copertura vaccinale del 95% per poter ottenere l'immunità. In sostanza, hanno preso lo studio di Hedrich e lo hanno manipolato per promuovere i programmi di vaccinazione.
Tale teoria non può essere applicata all'immunità vaccinale per semplici motivi: non immunizza il 100% delle persone vaccinate, non conferisce immunità per tutta la vita, infatti necessita di richiami costanti, stabiliti però in base a medie statistiche, ed infine in alcuni casi gli stessi vaccinati possono rappresentare un pericolo concreto per coloro che non possono essere vaccinati.
In uno studio (5) ritroviamo che è stato effettuato un modello per confrontare le percentuali della popolazione suscettibile al morbillo prima e dopo le campagne di vaccinazione. Lo studio evidenzia come prima della vaccinazione di massa solamente il 10,6% dei bambini al di sotto dei 10 anni risultassero suscettibili alla malattia. Le vaccinazioni hanno abbassato le percentuali al 3,1% dal 1978 al 1981, per poi però iniziare a salire, fino ad arrivare ad una stima del 10,9% entro il 2050.
Che cosa significa? Significa che le persone suscettibili alla malattia non saranno più soltanto bambini, ma anche altre persone nelle più diverse fasce d'età, criticità fino ad ora accantonata vista l'alta immunità naturale presente negli adulti. L'autore mette quindi in guardia le istituzioni sanitarie americane sul fatto che entro il 2050 moltissime persone di tutte le fasce di età saranno suscettibili, in percentuali molto maggiori al 10,6% dell'era prevaccinale, senza nemmeno considerare che l'immunità da vaccino non dura a vita.
In queste due fonti (6) (7) si evince invece che i vaccinati stessi possono comportare rischi a chi non può essere vaccinato. Ricordiamo infine che lo stesso CDC americano ammette che “..dopo una vaccinazione i virus prolificano e causano una infezione non pericolosa NEL VACCINATO”, ma non in chi lo circonda.
Fonti





venerdì 11 novembre 2016

Presentiamoci - Da "Genitori del NO" a LOV - Liberi dall'Obbligo Vaccinale

Nasciamo come gruppo Facebook di genitori preoccupati delle proposte di legge avanzate in alcune regioni tra cui Emilia Romagna, Lombardia e Toscana. Nasciamo quindi come una sorta di comitato che intende opporsi a queste proposte di legge che vogliono imporre le vaccinazioni per l'accesso ai servizi educativi e non, nella fascia da 0 a 3 anni. Molti di noi si sono però resi conto che questa lotta è impari, quindi per ottenere maggiore visibilità, ci siamo riuniti e abbiamo costituito una associazione di genitori, per i genitori, chiamandola LOV – Liberi dall'Obbligo Vaccinale, una assonanza che però vuole rimandare al fatto che amiamo i nostri figli, come tutti i genitori d'altronde, e che riteniamo queste proposte come un ricatto a cui dobbiamo sottrarci.

Abbiamo provveduto a creare un nostro blog: liberidallobbligovaccinale.blogspot.com

Siamo presenti anche su Twitter: https://twitter.com/liberidaobbligo

Siamo presenti su Instagram: liberidallobbligo.lov

Per gli associati e per tutti coloro che sono interessati abbiamo provveduto a creare sia la pagina Facebook - https://www.facebook.com/liberidallobbligovaccinale/ - che il gruppo - https://www.facebook.com/groups/997580737020974/?fref=ts

Per qualsiasi informazione o chiarimento, e per chi volesse lottare insieme a noi, può scriverci una mail a info.liberidallobbligo@gmail.com

Vi ricordo inoltre che per il 20 novembre a Bologna, stiamo organizzando un incontro tra noi genitori per definire le strategie e le azioni da intraprendere. Per chiunque volesse unirsi, vi preghiamo di comunicarcelo, in modo da prenotare la sala adatta.

Grazie a tutti i genitori e non che lottano con noi e per noi.
Ana DIana Demian - Presidente
Alessandra Atti - Vice Presidente
Alessandro d'Ausilio - Segretario