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mercoledì 22 febbraio 2017

Io vaccino ma chiedo la libertà

Come tutti noi, ho amato i miei figli ancor prima di concepirli, cosa avvenuta dopo 13 mesi di tentativi (non troppi ma neanche pochi), durante i quali mi sono sentita dire che non avrei avuto figli naturalmente viste le mie ovaie policistiche ( a 25 anni). Ho cambiato ginecologa, fatto esami, scoperto di soffrire di iperinsulinemia, modificato alimentazione e dopo 2 mesi.... test positivo!!!
Durante la gravidanza non mi sono mai posta domande particolari: sapevo che avrei allattato, e amato e protetto mio figlio!
E così è stato. Il nostro pupo nasce nell'estate del 2013. Finalmente il nostro bimbo tra le braccia, bello e monello. 
Il primo vaccino cadeva mentre eravamo al mare, e dopo pochi giorni avevamo il battesimo, così non ci siamo presentati. Siamo poi andati a fare il fatidico primo vaccino a 3 mesi e 10 giorni di mio figlio. Ansia a mille, ma i vaccini si devono fare. "Il bambino sta bene, è allergico a qualcosa, quando lo ha visto il pediatra" e via con le due punture. Quella giornata e la successiva ha dormito quasi sempre (cosa strana per lui, mai stato un dormiglione), tant'è che la nonna (mia mamma) diceva sempre "se dorme così lo vacciniamo tutti i giorni". Dopo circa 10 giorni raffreddore, tosse, bronchite...clenil e broncovaleas e via dicendo. Dopo 2 mesi seconda dose (in piena crisi causa svezzamento), dopo 10 giorni bronchite e anche li clenil e broncovaleas. Nel sito di iniezione di non so quale vaccino, rossore e ponfo, rimasto duro al tatto per almeno 2 mesi.
Nel frattempo inizio ad informarmi per il temuto mpr e succede che il figlio di una mia amica ha uno shock anafilattico post seconda dose di esavalente più pneumococco. Lo salvano per un pelo.
Qui mi si apre un mondo e io mi incavolo tantissimo, con me stessa in primis per non essermi informata prima, decidendo che d'ora in poi le cose cambieranno.
Inizio a leggere di tutto e di più, a contattare persone sia favorevoli che scettiche sulla pratica vaccinale odierna... scettiche, non antivacciniste!!!
Mio marito mi sostiene, non amante dei farmaci in generale, tanto più dopo questi vari avvenimenti.
Andiamo dalla pediatra al bilancio dei 12 mesi parlandone della nostra decisione, su questo però non mi soffermo su questo.
Nel frattempo scopro della seconda gravidanza, vado a colloquio all'asl portando le mie ragioni e dicendo che avremo posticipato almeno di 6 mesi le successive vaccinazioni. 
Continuiamo a leggere, contattare persone, sentire testimonianze di danneggiati da vaccini e di chi a contratto determinate malattie. Le paure e i dubbi sono tanti, troppi per dei genitori che vogliono solo il bene dei propri figli, non esperti del settore che dovrebbero potersi affidare a tali esperti. 
Nasce la secondogenita nella primavera del 2015. 
L idea iniziale è di non vaccinarla, almeno fino ad un anno. Decisione mutata nel corso dell'estate 2015, l'estate peggiore della mia vita con tutte queste paure, con un bimbo di 2 anni e una neonata da gestire. 
Decido, con enorme fatica (mio marito ha iniziato a dirmi "facciamo come credi basta che torni tu, sennò andiamo da uno psicologo", e vi giuro che ci è mancato davvero poco, ero ormai anche io della idea di farmi aiutare), di somministrare il tetravalente (tetano, poliomielite, difterite e pertosse) ad entrambi, 2 anni e 3 mesi e 6 mesi e mezzo, facendo cura omeopatica pre e post vaccinale, sperando serva almeno in parte. Il grande ha avuto un ponfo rosso diventato davvero grande sul braccio, ci ha messo quasi 20 giorni a sistemarsi. La piccola fortunatamente nulla, almeno apparentemente. 
Seconda dose alla piccola fatta dopo 4 mesi, dopo 2 giorni diarrea, quindi panico totale, ma sembra tutto passare in Fretta senza l insorgenza di problematiche. 
Abbiamo dovuto poi effettuare alla piccola l'esame delle urine, riscontrando la presenza di ossalari di calcio. Chiedo ad una persona fidata e trovo che una buona percentuale di bambini autistici ha ossalari di calcio nelle urine. 
La pediatra esclude categoricamente tutto. Contatto due pediatri omeopati della zona ed entrambi mi rassicurano, consigliandomi di monitorare la bambina ed, eventualmente, valutare insieme che controlli effettuare.
La terza dose la stiamo rimandando da luglio 2016, e nel frattempo ad ottobre, con la prima febbre e la prima dose di tachipirina, le esce un orticaria vagante che necessita di antistaminico. 
Ovviamente si esclude categoricamente il legame tachipirina-orticaria, ma con questo dilemma contatto la asl esponendo il problema e dicendo che non ho intenzione di vaccinare se prima non abbiamo escluso il possibile nesso, temendo una reazione allergica anche alla vaccinazione. Nessuna risposta dalla asl.
Ora, oltre a tutte le paure sulla salute dei nostri figli, si aggiunge il pensiero per una loro possibile esclusione sociale.
Noi non siamo contrari alle vaccinazioni, lo dimostrano le somministrazioni effettuate, ma ci sono troppe casualità, successe ai nostri figli in primis, e a diversi bambini che conosciamo, che ci spingono ad essere dubbiosi sul da farsi.
Crediamo che chiedere un anamnesi familiare e personale del bambino completa sia chiedere il minimo, se davvero l interesse collettivo è il bene di tutti.
Non accetto la affermazione "serve sacrificare qualcuno per il bene collettivo" perché i miei figli non sono qualcuno, sono il nostro 100%.
Dall altra parte, ci spaventano molto anche determinate malattie, e siamo i primi a voler proteggere con qualsiasi mezzo i nostri figli, ma abbiamo bisogno di risposte e chiarezza, che ci vengono troppo spesso negate, additandoci come pazzi.
Beh, non credo sia esattamente questo il modo per convincerci..toglierci libertà va esattamente nella direzione opposta a quella desiderata...e qui ci sorgono molte altre domande....
Grazie a tutti 

Un papà racconta la sua storia

Ecco a voi la testimonianza di un papà, speriamo possa servire per riflettere.

Mio figlio è nato sano, da parto naturale, la crescita era perfetta. Iniziammo a tre mesi con le prime vaccinazioni e fin qui tutto bene, fino alla prima dose del vaccino mpr. Da lì inizia il calvario: non dormiva più, si isolava, lo sguardo era assente se lo chiamavo, non si girava, piangeva sempre giorno e notte. Non voleva più uscire di casa. 
Lo portammo dal pediatra e disse che non c'era da preoccuparsi nel frattempo continuammo a vaccinarlo nella più totale ignoranza da parte nostra. Io e mia moglie non ci siamo dati per vinti e iniziammo a girare il lungo e largo per l'Italia fino a quando non abbiamo trovato un grande dottore. 
Grazie a lui, che ci fece fare delle analisi in Francia, abbiamo scoperto che aveva subito una reazione avversa da vaccino. Da li iniziammo con le varie terapie, ovviamente tutto a pagamento. Ormai sono nove lunghi anni che andiamo avanti con ottimi risultati. E' tornato a sorridere, non vuole stare più in casa e frequenta l'ultimo anno della primaria. Non parla ancora ma comunica grazie ad un tablet. Scrive benissimo e questo è grazie a noi, a lui che si impegna, e a tutti i terapisti che lo seguono.
Un grazie va anche alle maestre e soprattutto ai suoi amichetti di scuola che lo fanno sentire un bambino speciale.

domenica 27 novembre 2016

Intervista a Bonaccini e Venturi

In data 25 novembre il Presidente della regione Emilia Romagna, insieme all'Assessore alla Sanità Sergio Venturi, hanno deciso di fare una diretta video su Facebook per cercare di chiarire possibili dubbi che le persone avrebbero potuto avere in merito alla legge pubblicata in mattinata sul Bollettino Ufficiale. Qui trovate il link al video https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1178341285536100&id=264302983606606

Inizio a parlare di quest'intervista ricollegandomi alla parte finale del post precedente, per chi se lo fosse perso, ecco qui il link https://liberidallobbligovaccinale.blogspot.it/2016/11/analisi-della-legge-regionale-nr-16.html

Il post precedente è stato concluso lanciando alcune domande di spunto e riflessione, e questioni che premono a molti noi genitori e non sono nemmeno troppo tecniche. Il presidente ha dichiarato che la legge sarebbe diventata operativa nel giro di alcuni mesi, i dettagli in merito all'attuazione sarebbero arrivati entro 30 giorni e che queste legge avrebbe riguardato l'anno scolastico 2017/2018, mentre come abbiamo visto dall'ultima parte della legge pubblicata, non è così. Bisognerebbe ricordare al presidente Bonaccini che le tecniche di comunicazione e di marketing fatte in questa maniera funzionavano negli anni '90, attualmente grazie anche a internet e social media, le bugie hanno le gambe inesistenti. Essendo “comunicazione e marketing regionali” fra le sue competenze, pretendo le svolga in maniera linda in qualità di cittadina della sua regione.

In merito invece alla figura dell'Assessore alla Sanità, il signor Sergio Venturi, vorrei riportarvi questa frase dalla sua biografia dal sito della regione, capirete il perché in un secondo momento: “Dopo la laurea in Medicina e Chirurgia (Università di Bologna), la specializzazione in Malattie dell’apparato digerente e un master in Amministrazione e Gestione dei Servizi Sanitari, ha ricoperto vari incarichi dirigenziali all’interno del servizio sanitario regionale (Usl Bologna nord, Faenza, Ravenna e Modena).”

Cercherò di fare un pensiero logico sui punti toccati dal signor Venturi e dal signor Bonaccini, con le domande poste dai genitori e le risposte che sono state date.

Il primo a rispondere è il Venturi il quale dichiara che non vuole rispondere troppo sulle questioni tecniche dato che in questi trenta giorni ne parleranno nel tavolo di discussione apposito.
La seconda questione toccata, è la possibile contagiosità dei bambini vaccinati con vaccini a virus vivi o attenuati. Secondo Venturi si tratta di leggende metropolitane, peccato che non lo sia ed effettivamente sulla questione vi sono online diverse dispense, inclusa una della AUSL di Piacenza, ecco il link http://www.ausl.pc.it/garanzie_cittadini/carta_servizi/onco_ematologia/doc/STRATEGIE_PER_UNA_VITA_SICURA.pdf
Secondo Venturi, questa è una delle leggende metropolitane che ha portato la regione a dover varare questa legge.

Il secondo punto toccato è quello delle quattro vaccinazioni obbligatorie. Venturi sembra quasi triste per il fatto che “noi potevamo fare solo questo”, puntando però poi sull'invitare i cittadini ad andare a votare per il referendum, parlando di migliore qualità del servizio sanitario nazionale se si riuscisse a fare la modifica della Costituzione.

La terza questione riguarda i famosi bimbi che “non possono essere vaccinati”. Si cita la legge come una misura di tutela nei confronti dei bambini non vaccinabili perché con immunodeficienze o altre patologie, parlando di un fantomatico effetto di ambiente protetto. Prima di andare a parlare di leggende metropolitane ritengo che si dovrebbe fare almeno un ripasso dei punti salienti.
Oltre a voler riferire a lor signori testimonianze di madri che hanno davvero figli con problemi e che nei momenti di “massima”, nella migliore delle ipotesi escono con la mascherina, vorrei informarli che le uniche vaccinazioni che potrebbero essere somministrate con estrema cautela sono quelle attenuate. Le quattro vaccinazioni obbligatorie possono essere tranquillamente somministrate nel 99% circa di quei soggetti. Queste non sono leggende metropolitane, il tutto si trova qui http://www.iss.it/binary/publ/cont/09_13_web.pdf? - Istituto Superiore di Sanità, di fatti, qui di seguito l'immagine delle controindicazioni per la somministrazione dell'esavalente.




Un punto interessante toccato da un'ascoltatrice riguarda il fatto che il tutto sia stato fatto per far guadagnare le case farmaceutiche, per la risposta a questo punto vi rimando agli obiettivi del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale, dove si parla proprio della regola della domanda e dell'offerta e della necessità di aumentare il minimo di copertura garantita per aver maggior margine di contrattazione sul prezzo.

Una domanda posta da più ascoltatori riguarda i quattro obbligatori che attualmente non sono disponibili singolarmente. Venturi afferma che si stanno muovendo insieme a tutta la filiale del farmaco per procurarsi i vaccini singoli, afferma però che sarebbe auspicabile riuscire a rendere obbligatori i sei dell'esavalente. Questo poiché abbiamo stragi di bambini con pertosse negli ospedali.
Sarebbe cosa buona e giusta se qualcuno spiegasse che in Italia il procurato allarme è ancora perseguibile per legge perché parlare di stragi inesistenti, lo è.

Venturi risponde ad Ambra che le vaccinazioni sono farmaci molto sicuri e testati, lo dimostrano EMA (Agenzia Europea del Farmaco) e FDA (Food and Drug Administration), di fatti per citarlo, riporto le sue stesse parole: “È rigorosissima la sperimentazione che viene effettuata sui bambini piccoli..”

Venturi verso il minuto 24 del video dice una cosa assurda: “Linda ci chiede come pensiamo di gestire i parchi divertimento e gli spazi ricreativi. Credo che interessi a tutti, allora. Noi non possiamo impedire che nei parchi di divertimento entrino tutti quelli che vogliono entrare, noi ci occupiamo delle comunità nelle quali i bambini vivono tutti i giorni come gli asili nido per l'appunto, i parchi di divertimento, al massimo nei parchi di divertimento i sindaci possono impedire di fumare come certamente non possiamo immaginare che tutti quelli che entrano nei parchi di divertimento o i turisti debbano essere soggetti alle nostre regole. Questo francamente non possiamo farlo, neanche volendo.”
In merito a quanto sopra la domanda sorge spontanea: l'assessore Venturi lo ha letto il testo della proposta prima di votarla e approvarla o l'articolo 9 e relativi sono sfuggiti? Personalmente lo ritengo grave indifferentemente dalla scusa che possa asserire.

Bonaccini invece alcuni minuti dopo decide di rispondere ad una persona che vuole sapere se tale legge si applica anche ai turisti che si recano nella nostra regione. Afferma in tutta risposta “stiamo parlando di una legge dentro la quale vi è l'obbligatorietà di vaccinazione per i bambini e le bambine che vogliono essere iscritti dai loro genitori negli asili nido”, quindi o ha deciso di voler deviare oppure l'articolo 9 non è stato letto da nessuno dei due, che sono anche firmatari della proposta.
Vorrei ricordare che la legge non può effettuare distinzioni tra autoctoni e non, e soprattutto quando si viaggia in un paese come turista bisogna conoscere e applicare la legge, quindi sarebbe bene sapere se verranno intraprese campagne informative anche per coloro che intendono rivolgersi alla nostra regione per attività di turismo.
Da questo punto di vista sarebbe interessante chiederlo anche all'Assessore del Turismo della nostra regione, Andrea Corsini (PD), il quale ha sottoscritto la legge, votando favorevolmente, ma non ha tenuto conto del fatto che non possono essere effettuati atti di attenuazione dei principi di questa legge nei confronti dei turisti. Quindi se un turista con figli non vaccinati, desiderasse accedere ad un servizio ricreativo mentre si trova presso una struttura alberghiera, non lo dovrebbe poter fare.
Nel caso si decidesse di fare distinzioni, io personalmente in qualità di cittadina di questa regione prometto di recarmi presso tutti i servizi alberghieri della riviera e cogliere l'occasione per far rispettare la legge in tutti gli spazi gioco, ricreativi in tutte le strutture balneari.


Venturi decide di rispondere all'inizio alla domanda riferita alle vaccinazioni nel personale e asserisce solo che vi saranno campagne di informazione. Verso la fine, causa insistenza degli ascoltatori, Bonaccini chiede di ripetere, ed ecco la risposta:
sul personale che lavora nei nidi faremo delle azioni nelle prossime settimane per sensibilizzare al fatto che è evidente che anche loro nel caso in cui non fossero già immunizzati, sarebbe bene che si sottoponessero alla vaccinazione. Ricordo però che il bambino vaccinato non prende più la malattia e quindi prescinde questo nel nido dal fatto che ci possa essere una persona che non sia immunizzata e che fa parte del personale.”
I bambini vaccinati, sani, vengono esclusi perché non vaccinati ma per il personale si può al massimo fare una campagna di informazione, se però non si vaccinassero non comportano rischi per i non vaccinati. Ed i famosi bimbi con immunodeficienze o con patologie? Li sacrifichiamo?

Al minuto 26 Venturi decide di rispondere sulla domanda sui suoi richiami e lui asserisce di aver effettuato tutti i richiami, incluso il vaccino antinfluenzale tre giorni prima a cui aggiunge: “non è che mi comporto come il medico che dice di fare una cosa agli altri e non la fa lui”.

Al minuto 28 il signor Venturi si addentra nel mondo delle cause per indennizzo, non sono risarcimenti bensì indennizzi, definiti tali dalla legge 210 del 1992, e asserisce che la decisione è spettante al giudice. Credo sarebbe bene spiegare al signor Venturi che nelle cause si presentano le perizie dei tecnici di parte e si decide di conseguenza in base a quelle.
Siccome le reazioni avverse anche gravi non sono 1 su 1.000.000 di dosi, posto qui sotto parte della scheda tecnica dell'Infanrix Hexa, esavalente maggiormente usato attualmente in Italia.


Da mamma che viene considerata disinformata devo ammettere che sono rimasta sconvolta da queste dichiarazioni da parte del DOTTOR Venturi:
... la bambina di Bologna purtroppo non poteva essere vaccinata per il semplice motivo che aveva 3 mesi quindi non aveva ancora l'età per essere vaccinata e la pertosse non l'ha presa per aria ma l'ha presa evidentemente da qualcuno che in famiglia o tra i conoscenti aveva quel virus, …”
Da un medico che non sa che le vaccinazioni vengono effettuate a partire dal 61° giorno di vita e che parla di virus della pertosse, mentre buona parte della popolazione sa essere un batterio, lo ritengo inaccettabile, soprattutto perché la stessa persona dice dopo: “penso che tutti siamo in buona fede nello scrivere le cose che scriviamo però un minimo di conoscenza bisognerebbe manifestarla prima di continuare a disseminare disinformazione.”


Dal punto di vista della serietà e della conoscenza reputo che manchino entrambe in questa intervista. Si denota sopratutto la mancanza di serietà, di conoscenza e alcuni punti sono spaventosi. Sembrerebbe giusto trarre una conclusione molto difficile da credere: c'era necessità di aumentare il numero dei posti disponibili, ed essendo in Italia, con una coperta, si è deciso di togliere il nido ed i servizi ricreativi ai bambini non vaccinati o vaccinati con calendari differenziati.
I bambini sieropositivi o con epatite b o con altre patologie possono frequentare e sono tutelati dalle leggi sulla privacy e contro la discriminazione, perché tale principio non può essere applicato anche ai bambini non vaccinati, che oltretutto sono anche sani? Proprio per il fatto che nel caso della mancata o differita vaccinazione si potrebbe addurre un presunto rischio ipotetico, e allora perché non vietare questi servizi anche a loro?
Sarebbe anche interessante sapere se di quei bambini che sono stati vaccinati, siano anche diventati immuni verso tali patologie, questo perché nessun vaccino immunizza il 100% delle persone vaccinate. Questi bambini “non responsivi” sarebbero da equiparare tecnicamente ai bambini non vaccinabili, quindi perché non fare titolazioni anticorpali ed escluderli in caso non abbiano anticorpi?
Ci sarebbero decine e decine di domande in merito a questa legge, intanto attendiamo la normativa definitiva che dovrebbe arrivare entro 30 giorni.

Ricordatevi di tutto questo alle prossime elezioni o voti, perché per me avere un presidente della giunta e un assessore della sanità che non conoscono la legge approvata è gravissimo e purtroppo, nonostante un inizio ambiguo, non è una barzelletta.

Ana Diana Demian

Presidente LOV – Liberi dall'Obbligo Vaccinale

giovedì 24 novembre 2016

Relazione incontro del 20 novembre

Salve a tutti. Ringraziamo anzitutto, tutti coloro che in data 20 novembre hanno partecipato al convegno di presentazione della nostra associazione. Speriamo di iniziare a farne in tutte le città, non solo della regione Emilia Romagna.

Ringraziamo coloro che il giorno 22 novembre ha partecipato sia internamente che esternamente alla seduta di discussione della Giunta Regionale, anche se sappiamo ormai quali siano stati gli esiti della giornata. Ringraziamo coloro che si sono espressi in maniera contraria a questa proposta di legge.

In merito alla proposta, stiamo procedendo a studiare insieme ad alcuni legali di fiducia, le vie di ricorso migliori, per chi volesse rimanere aggiornato, vi chiediamo di richiedere iscrizione alla news letter inviando una e-mail al seguente indirizzo: info.liberidallobbligo@gmail.com

In merito all'incontro avvenuto in data 20 novembre, su richiesta di alcuni di voi, metterò qui di seguito i relativi punti trattati che riguardano sia le motivazioni di noi genitori, del perché non vogliamo l'obbligo, sia altre questioni che ci lasciano perplessi. Non si parla difatti della questione “vaccino si, vaccino no” quanto piuttosto della mancanza di fiducia dei genitori nei confronti delle istituzioni.

Vaccinazioni obbligatorie attuali - Ad oggi in Italia sono 4 le vaccinazioni obbligatorie:

- Tetano (Legge del 20 marzo 1968 n. 419)

- Poliomielite (Legge del 4 febbraio 1966 n. 51)

- Difterite (Legge del 6 giugno 1939 n. 891 – Legge del 27 aprile 1981 n. 166)

- Epatite B (Legge del 27 maggio 1991 n. 165)


I vaccini facoltativi: pertosse, emofilo di tipo B, pneumococco, rotavirus, morbillo, parotite, rosolia, varicella, meningococco C o formulazioni con altri sierotipi, epatite A, influenza.


Vista la proposta di legge numero 2880 approvata dalla nostra regione in data 22 novembre, un genitore potrebbe pensare che se effettua le quattro vaccinazioni obbligatorie, non dovrebbe avere problemi per l'ammissione del figlio ai servizi nella fascia 0 – 3 anni. ERRATO.


Invito tutti a leggere il Piano di Prevenzione Vaccinale per il periodo 2016 – 2018: http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato1955037.pdf


Dopo una attenta lettura e riflessione in merito al piano di prevenzione vaccinale, risultano alquanto evidenti i seguenti punti:


Nel punto primo risulta alquanto evidente che la questione delle coperture vaccinali non riguarda una presunta immunità di gregge quanto una questione di legge del mercato su domanda e offerta. In un libero mercato, la quantità richiesta di un bene, è inversamente proporzionale al prezzo del bene stesso. Quindi se lo Stato italiano riesce a stimolare la richiesta di questi beni (vaccini), riesce anche a contrattare in modo vantaggioso sul costo di tale bene.


Al punto secondo si definisce come fondamentale realizzare strutture organizzative che possano gestire l'incremento dei volumi.

Quindi al punto primo ci si auspica che crescano le coperture di modo che si riesca a contrattare con maggior margine in merito al costo delle vaccinazioni e al secondo punto si auspica di attuare una organizzazione che possa soddisfare tutte le richieste.


Al punto 3, come si evince dall'immagine, ci si auspica di rendere le vaccinazioni gratuite, con le nostre tasse ma gratuite.

Al punto quattro si discute in merito alla legislazione in ambito vaccinale. Ci si auspica di seguire una linea unica nazionale, che per noi comuni mortali è traducibile in due scelte: o tutti i vaccini obbligatori in tutte le regioni oppure nessun vaccino obbligatorio nelle regioni, sul modello del Veneto.

Visti però i recenti accadimenti, possiamo presumere che si vuole puntare sul rendere obbligatori tutti i vaccini in tutta Italia.



Nel punto 5 possiamo notare come si vorrebbe creare una sorta di database con tutti i dati di tutte le persone, riferito anche alla questione vaccinazioni, consultabile però sia dai medici che dalle persone. Quindi a causa di un registro del genere si potrebbe andare incontro a un serio rischio di discriminazione ed emarginazione delle persone che hanno scelto di non vaccinare o seguire un calendario personalizzato.


Il punto 10 lo ritengo essere un affronto per questo paese che si reputa ad oggi democratico. Rivedere e standardizzare una legge, che già di per sé non permette a tutti coloro che si sentono danneggiati di effettuare una richiesta di indennizzo, è un insulto alla civiltà. Questa legge è nata dopo che moltissimi danneggiati si sono fatti valere di fronte alle istituzioni. Cambiare tale legge è uno sbeffeggiare i danneggiati e coloro che negli anni seguenti hanno ricevuto un indennizzo per i danni arrecatigli dalle vaccinazioni.

La situazione legislativa attuale vede molte regioni con proposte di legge o mozioni avanzate in merito alla fascia 0 – 3 anni, tra cui Lombardia, Toscana, Marche, Lazio, Friuli Venezia Giulia.

Come risulta evidente dalla lettura delle varie proposte di legge, creare dei nidi privati o familairi, non a norma, non sarebbe proprio la scelta più adatta e consona. Dobbiamo infatti dare il buon esempio ai nostri figli e dimostrare che non cerchiamo scappatoie bensì vogliamo e pretendiamo che vengano rispettati i diritti dei bambini.
Per tutti i genitori che vogliono unirsi nella lotta all'obbligo, vi allego qui di seguito i link ai vari gruppi di genitori che si stanno organizzando.

Genitori de NO Marche https://www.facebook.com/groups/1431349176877087/

Genitori del NO Emilia Romagna https://www.facebook.com/groups/524345757775541/

Genitori del NO Toscana https://www.facebook.com/groups/223043398091541/

Genitori del NO Lazio https://www.facebook.com/groups/273524666383519/

Genitori del NO Lombardia https://www.facebook.com/groups/1766415830271653/

Genitori per la libertà di scelta- Friuli Venezia Giulia - Triestehttps://www.facebook.com/groups/333803580333737/


Grazie a chi vorrà lottare insieme a noi per questa guerra di civiltà. Qui non è una questione di “vaccino si, vaccino no” qui parliamo di gravissimi fattori di discriminazione nei confronti di minori.


Ana Diana Demian

Presidente LOV – Liberi dall'Obbligo Vaccinale

venerdì 18 novembre 2016

La Difterite

La difterite: considerazioni generali

Le informazioni generiche sono su epicentro.iss.it: l’agente patogeno è il batterio Corynebacterium diphtheriae, del quale sono conosciute 4 varietà (var): mitis, intermedius, gravis ed infine belfanti, cui corrispondono almeno 57 sierotipi ed almeno 19 tipi fagici. L’incubazione dura dai due (2) ai cinque (5) giorni.
Quando l’infezione riguarda l’apparato orofaringeo, i primi sintomi sono mal di gola, perdita dell’appetito e febbre leggera: entro due o tre (2/3) giorni, sulla superficie delle tonsille e della gola si forma una caratteristica membrana grigiastra, dai margini infiammati, che può anche sanguinare e assumere un colore verdastro o nero. Altri sintomi associati all’infezione possono essere gonfiore del collo e ostruzione delle vie respiratorie. Generalmente la difterite ha un decorso benigno. Chi sviluppa la patologia viene trattato immediatamente con antitossina (se necessario) ed antibiotici (eritromicina o penicillina), quindi viene
messo in isolamento per evitare che contagi altre persone. In genere, già dopo due giorni di terapia non si è più contagiosi.
La tossina prodotta (identica per tutti le 4 principali varietà e nei 57 sierotipi di Corynebacterium diphtheriae) si diffonde attraverso il flusso ematico ed i suoi effetti avvengono sia localmente(interessando le prime vie respiratorie, formandovi placche e membrane che riducendo lo spazio per il passaggio dell’aria rendono difficoltosa la respirazione), sia a distanza dalla zona di infezione(soprattutto a livello cardiaco e sul sistema nervoso). Gli organi coinvolti localmente variano a seconda del sierotipo di batterio: il più diffuso colpisce gola, naso e talvolta le tonsille.
Nei Paesi con clima temperato si diffonde durante i mesi invernali, trasmettendosi per contatto diretto con una persona infetta o, più raramente, con oggetti contaminati da secrezioni delle lesioni di un paziente.
Qui potete trovare un approfondimento su tale patologia.
In Italia la vaccinazione antidifterica risulta obbligatoria per legge (Legge 6 giugno 1939, n° 891),può essere imposta con la forza solo se si tratta di incuria/maltrattamento.



Ritroviamo in questo studio quanto segue: “Il popolo eschimese è molto sensibile alle infezioni respiratorie superiori a contatto con il mondo esterno. Le infezioni batteriche ordinarie si verificano raramente. Difterite e scarlattina sono patologie clinicamente sconosciute. […] l’immunità alla malattia ed i test cutanei negativi dipendono dalla presenza di antitossine. Questo è interpretato come dovuto ad immunità ereditaria naturale dipendente da qualche meccanismo antitossico non specifico”


Vaccinazione antidifterica

Per quanto riguarda il vaccino antidifterico singolo dell'Istituto Sierologico dello Stato della Danimarca, possiamo leggere a questo link il bugiardino.
I problemi subentrano per il fatto che attualmente il vaccino in formulazione singola non viene importato quindi è necessario farlo in combinazione con la parte antitetanica almeno, se non in combinazione con altri due, tre o quattro vaccini come risulta evidente da questo comunicato del 2014, quindi non è possibile definire se una reazione avversa possa essere o meno riconducibile alla componente antidifterica.
Durata dell’immunità da vaccinazione
Quando e se la vaccinazione conferisce immunità (vedesi i non-responder al vaccino), essa protegge dai soli effetti della tossina lasciando in realtà circolante il batterio, che nei vaccinati può sia portare ad una forma blanda di infezione che rimanere latente, attivo e contagioso verso i non vaccinati e gli immunodepressi sino a sei mesi – vedesi il caso di difterite avvenuto nel bambino di 6 anni in Spagna nel 2015.
L’immunità diminuisce nel corso del tempo e si dovrebbe ripetere un richiamo del vaccino ogni 10 anni circa. Un'altra eventualità potrebbe riguardare la diminuzione dell'immunità acquisita a causa della vaccinazione – esistono casi in cui alcune persone in seguito al vaccino non hanno più avuto alcuna o bassissima immunità.
In questo studio troviamo quanto segue: “Negli ultimi 10 anni c’è stata una serie di segnalazioni delle relazioni inerenti il riemergere o il persistere della difterite, senza un grande calo nel corso degli ultimi 25 anni. La patologia, che era comune tra i bambini sotto i cinque anni in passato, sta colpendo bambini più grandi ( 5-19 anni) ed adulti. La maggior parte dei casi segnalati sono di bambini che erano non immunizzati o parzialmente immunizzati contro la difterite [ … ] l’immunità acquisita tramite l’immunizzazione primaria diminuisce nella prima infanzia.”


Nota - Per un approfondimento più completo, vi rimando al seguente indirizzo dove viene spiegato il ruolo del ferro e della vitamina C in questa malattia - http://www.quival.it/foods-and-drugs/difterite-approfondimento.html
Fonti

L'epatite B

Epatite B: tra prevenzione e danni
Il virus dell’epatite B (Hbv), è un virus a Dna appartenente alla famiglia degli Hepadnaviridae. L’infezione da Hbv è, nella maggior parte dei casi, asintomatica, mentre l’evoluzione dell’infezione in malattia presenta esordio insidioso. Il tasso di letalità è pari a circa l’1%, ma la percentuale aumenta nelle persone con età superiore ai 40 anni.
Nell’adulto può cronicizzare in circa il 5-10% dei casi. Il rischio di cronicizzazione aumenta al diminuire dell’età in cui viene acquisita l’infezione; nel 20% dei casi l’epatite cronica può progredire in cirrosi epatica nell’arco di circa 5 anni. Il cancro al fegato (epatocarcinoma) è un’altra complicanza frequente dell’epatite cronica, soprattutto nei pazienti con cirrosi.
La sorgente d’infezione è rappresentata da soggetti affetti da malattia acuta o da portatori cronici, che presentano il virus nel sangue ma anche in altri liquidi biologici: saliva, bile, secreto nasale, latte materno, sperma, muco vaginale, ecc.
La trasmissione avviene:
  • attraverso il sangue (pertanto per via parenterale, apparente o non apparente)
  • per via sessuale
  • per via verticale da madre a figlio
L’epatite B viene trasmessa attraverso il sangue o i liquidi corporei quali sperma, secrezioni cervicali ed essudati delle ferite e la saliva di individui HbsAg-positivi.
Il sangue e il siero però contengono le concentrazioni più alte del virus e la saliva le concentrazioni più basse. Il liquido contaminato deve entrare a contatto col sangue attraverso la pelle (per via percutanea) o attraverso le membrane mucose, quindi se la cute è integra non vi sono rischi. Il periodo di incubazione varia fra 45 e 180 giorni, ma si attesta solitamente fra 60 e 90 giorni.
Dal punto di vista della prevenzione esiste un vaccino obbligatorio in Italia dal 1991. La vaccinazione è fortemente raccomandata per i gruppi di popolazione a maggior rischio d’infezione (tossicodipendenti, conviventi di portatori cronici, personale sanitario, ecc).

Vaccino: prevenzione o no?

Secondo i dati forniti dal progetto Seieva che dal 1985 segue, per l'Istituto Superiore di Sanità, l'andamento dei dati epidemiologici relativi alle epatiti virali in Italia, nella fascia d'età interessata dalla vaccinazione di massa il numero dei casi di epatite B ogni 100.000 abitanti è rimasto pressoché invariato per anni dopo il 1991. Già prima della vaccinazione di massa la malattia era in nettissima diminuzione. L'epatite B quindi non ha risentito minimamente, in quella fascia d'età, della vaccinazione di massa. E' interessante notare che questo trend è simile anche per le fasce d'età dove non è imposto l'obbligo.
Nel calo dei casi di epatite B hanno giocato un ruolo molto importante fattori come i controlli effettuati su sacche di sangue provenienti da donatori, il miglioramento di misure igieniche negli ospedali e campagne informative rivolte ai tossicodipendenti).
Bisogna sempre ricordare che il 5 - 10% delle persone non risponde alla vaccinazione con adeguati titoli anticorpali per cause genetiche, immunosoppressione, malattie croniche concomitanti. Ricordiamoci che i “non responder” veri sono diversi dai “waning anti-HBs responder”, persone in cui l'immunità decade nel tempo, nella migliore delle ipotesi si rimane coperti per 10-12 anni circa, come ci ricorda questa dispensa.

Reazioni avverse al vaccino anti-epatite B

Dal report del VAERS possiamo notare che nel periodo 1991 – 2001, “Hepatitis B (HEP) vaccine had the second highest distribution (>200 million net doses) but an overall reporting rate of 11,8 reports per 100 000 net doses distributed. “ - Il vaccino anti-epatite b fu il secondo maggiormente distribuito (>200 milioni di dosi) ma una segnalazione di reazioni avverse di circa 11,8 per 100.000 dosi DISTRIBUITE, quindi non quelle effettivamente usate, quindi il tasso potrebbe essere addirittura più alto. - 36.788 furono le reazioni avverse riportate nel periodo tra il 1992 ed il 2005, 14.800 delle quali erano così serie da comportare ospedalizzazione, rischio di morte o disabilità permanenti. Risultò anche un totale di 781 decessi.
  • La malattia celiaca rientra a quanto pare tra quelle patologie per cui, se anche si vaccinasse, si rischierebbe una mancata risposta adeguata al vaccino. Nel caso si segua una dieta gluten free si alzano le probabilità di avere una risposta adeguata, ma rimangono probabilità, come è evidente da questo studio.


Fonti